
La fase cruciali delle iscrizioni, il programma del trasloco e la mobilità in loco. Così l’ateneo pianifica la svolta del 2027 e monitora gli oltre 50 cantieri in corso.
"Per noi è chiaro che il nostro presente e futuro è qui, nel campus di Mind, ne parliamo da anni. Ma per i giovani che si iscriveranno - e che oggi sono al secondo e terzo anno del liceo - è una scoperta tutta da fare. Dobbiamo rivolgerci a loro e agli studenti internazionali". Marina Brambilla, rettrice dell’università Statale di Milano, guarda i cantieri aperti e inquadra così una delle sfide cruciali, che ha voluto inserire nel piano strategico dell’ateneo.
Come spiegare l’operazione Mind ai futuri studenti e gestire la fase delicata delle iscrizioni?
"L’orientamento sarà cruciale. Stiamo organizzando incontri con le scuole e anche con i nostri studenti, in modo che si facciano portavoce di questo messaggio perché la comunicazione tra giovani funziona bene. E stiamo lavorando molto sull’attrattività degli studenti internazionali perché qui ci sono tutte le potenzialità per essere un campus europeo: ci saranno infrastrutture di ricerca che non hanno eguali, non solo a livello nazionale. Parlare di Mind al di fuori del nostro Paese, anche in collaborazione con la Leru League of European Research Universities e con la rete 4EU+ Alliance, servirà a far diventare questo campus davvero un volano per gli studenti".
Intanto come si prepara il trasloco? Quali saranno i prossimi passaggi logistici?
"È in corso una riorganizzazione interna perché la parola chiave di Mind sarà condivisione anche di strutture e laboratori che attualmente a Città Studi lavorano separatamente. Stiamo procedendo con la mappatura delle strumentazioni di ogni dipartimento, che saranno in parte dismesse, in parte trasferite e in parte acquisite e stiamo partecipando a bandi per la nuova strumentazione".
Dovranno anche essere potenziati i collegamenti?
"Sì, Mind funzionerà perché avrà didattica, ricerca e servizi agli studenti: oltre al tema delle residenze stiamo lavorando non solo sui collegamenti per raggiungere l’area ma sulla “mobilità di sito“. Con la comunità ampia che avremo qui, di 23mila studenti, è importante che quest’ambito sia curato in modo attento, come i servizi bibliotecari, di ristorazione, le mense e tutto ciò che contribuisce a un’esperienza formativa ricca".
Il tema dei posti-letto resta cruciale. Che fare?
"Come Statale abbiamo moltiplicato il nostro impegno per la residenzialità, perché quello abitativo è un tema sociale che impatta sul diritto di accesso all’istruzione superiore, ma che ha anche un risvolto nella possibilità di continuare a garantire a Milano la sua grande e meritata attrattività di metropoli aperta al mondo. A Mind gestiremo direttamente 400 posti riservati agli studenti che rientrano nella normativa per il diritto allo studio. Saranno messi a disposizione alle stesse condizioni che abbiamo per tutte le altre residenze, attualmente 250 euro al mese. Molto resta ancora da fare in termini di opportunità abitativa a Milano, ma nel 2018 avevamo 764 posti letto, oggi siamo a 1.286, arriveremo a 1.700 con i posti letto a Mind e abbiamo in progetto ulteriori operazioni".
Come monitorare gli oltre 50 cantieri aperti?
"Abbiamo appena firmato con il prefetto un protocollo su tutti i cantieri aperti, da Mind a quello di Attendolo Sforza, finanziato con fondi del Pnrr, a quelli aperti in centro per le ristrutturazioni, per sottolineare l’attenzione alla legalità ma anche ai lavoratori. La Statale è un ateneo ma anche una grande datore di lavoro, con più di 4.500 dipendenti strutturati: siamo attenti al lavoro dei nostri dipendenti, ma anche di chi collabora con noi, nelle aziende attive nei nostri cantieri. Credo sia un passo avanti avere le istituzioni a supporto, in termini di presidio della legalità, su tutte le nostre attività".