di Massimiliano Mingoia
Sono passati quasi 40 anni da quella strage rimossa perché avvenuta in un cinema a luci rosse. Rimossa ma non dimenticata, tanto che il Comune ha deciso di collocare un totem per ricordare quanto accaduto e le sei vittime di quell’attentato di stampo neonazista. Era il 14 maggio 1983 e un incendio doloso avvolse l’“Eros Sexy Center’’ di viale Monza 101, vicino alla fermata della M1 Rovereto.
I presenti, intossicati dal fumo o avvolti dalle fiamme, cercarono scampo dal rogo attraverso le uscite, mentre il tetto del cinema crollò a causa del fuoco sviluppatosi. L’incendio causò la morte di sei persone: cinque spettatori – tutti tra i 25 e i 37 anni – e un passante – il medico 46enne Livio Ceresoli – che era intervenuto per portare aiuto.
A distanza di una settimana dall’attentato, l’episodio fu rivendicato dal’organizzazione neonazista “Ludwig”. L’agenzia Ansa ricevette questo volantino: "Una squadra della morte ha giustiziato uomini senza onore, irrispettosi della legge di Ludwig". La sigla si era già attribuita diversi omicidi compiuti negli anni precedenti, ma la carriera criminale di “Ludwig“ finì l’anno dopo, quando due giovani vennero bloccati mentre tentavano di dar fuoco a una discoteca nel Mantovano. Si chiamavano Marco Furlan, 24 anni, veronese, studente in Fisica, figlio di un primario ospedaliero, e Wolfgang Abel, 25 anni, laureato in Matematica, nato a Monaco di Baviera e trasferitosi in Italia da bambino, figlio di un dirigente assicurativo. La firma “Ludwig“ nasceva dall’ideologia esoterica e magica dei neonazisti di Ordine Nuovo, che intendeva purificare il mondo da tutto ciò che “inquinava” la purezza della razza ariana.
Nel 2021 il libro “I nazisti di Ludwig e il rogo del cinema Eros’’ di Saverio Ferrari, responsabile dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre, ha riacceso i riflettori su quella strage dimenticata. In seguito l’Osservatorio democratico sulle nuove destre e i Sentinelli di Milano hanno chiesto al Comune di ricordare quanto accaduto con un totem da installare proprio davanti all’ingresso del cinema andato a fuoco, che chiuse nel 1983, riaprì nel 1993 con nuovo nome e nuova gestione ma sempre la proiezione di film hard, e chiuse definitivamente nel 2008.
La Giunta comunale guidata dal sindaco Giuseppe Sala ha deciso di aderire alla proposta pervenuta e dunque, a 40 anni dal rogo, un totem in ferro decorato con una stampa grafica digitale su pellicola adesiva sarà collocato in viale Monza 101, ricorderà quanto accaduto il 14 maggio 1983 e renderà omaggio alle sei incolpevoli vittime di quell’assurdo rogo.