NICOLA PALMA
Cronaca

Dall’addio alla Gintoneria, al ricovero in ospedale: Davide Lacerenza è ormai un “king” senza corona

“Problema neurologico” anche se per i medici l’emergenza parzialmente rientrata. Il gip dispone il piantonamento. Una decina di giorni fa revocata la licenza del locale finito sotto indagine

Davide Lacerenza arriva in tribunale per l'interrogatorio di garanzia in una foto di archivio, Milano 11 marzo 2025. ANSA/MATTEO CORNER

Davide Lacerenza arriva in tribunale per l'interrogatorio di garanzia in una foto di archivio, Milano 11 marzo 2025. ANSA/MATTEO CORNER

Milano, 2 aprile 2025 – Il malore nella notte. Il ricovero d’urgenza in ospedale. I test clinici e l’allarme parzialmente rientrato in mattinata, sebbene i medici abbiano comunque riscontrato “un problema neurologico” che richiederà esami più approfonditi per individuarne l’origine e una probabile degenza di alcuni giorni.

Attorno alle 4, Davide Lacerenza, l’ex “king” di via Napo Torriani, è stato accompagnato in ambulanza al Policlinico per un sospetto ictus: stando a quanto riferito dall’avvocato Liborio Cataliotti, che è riuscito a parlare con il suo assistito, è sempre rimasto “vigile e cosciente”.

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Il nucleo di polizia economico-finanziaria della GdF fuori dal locale La Gintoneria in via Napo Torriani a Milano, 4 marzo 2025. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Le condizioni non sono ritenute preoccupanti, anche se il cinquantanovenne, ricoverato e piantonato su disposizione della gip Alessandra Di Fazio, verrà sottoposto a ulteriori accertamenti sanitari.

Un biglietto di incoraggiamento lasciato da qualche amico o fan alla finestra chiusa dell'appartamento di Davide Lacerenza
Un biglietto di incoraggiamento lasciato da qualche amico o fan alla finestra chiusa dell'appartamento di Davide Lacerenza

Lo scorso 4 marzo, Lacerenza è finito ai domiciliari nel suo appartamento a due passi dalla Stazione Centrale (ieri qualcuno ha lasciato su una persiana un biglietto con la scritta “Daje King. Non mollare”), a valle di un’indagine dei militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria delle Fiamme Gialle su un presunto giro di droga ed escort nella Gintoneria e nella dépendance a luci rosse Malmaison: la Procura lo accusa di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, spaccio di stupefacenti e autoriciclaggio.

Davide Lacerenza e Stefania Nobilie all'arrivo in Tribunale a Milano
Davide Lacerenza e Stefania Nobilie all'arrivo in Tribunale a Milano

Nella stessa operazione, sono stati arrestati anche l’ex compagna e “socia occulta” Stefania Nobile, figlia di Wanna Marchi e il factotum Davide Ariganello alias “Righello”. Una decina di giorni fa, il cinquantanovenne ha dovuto dire addio, seppur a distanza, ai suoi locali, visto che il questore Bruno Megale ne ha revocato la licenza. Una misura attesa e nei fatti inevitabile, legata a doppio filo all’indagine della Finanza e ai due provvedimenti precedenti di sospensione dell’autorizzazione a gestire l’attività commerciale, sulla base di quanto disposto dall’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

Nelle motivazioni, il questore ha parlato di “situazione obiettivamente pericolosa e intollerabile per la sicurezza e l’ordine pubblico”. Intendiamoci: la “Ginto” e l’attiguo privè per “clienti speciali” erano già chiusi dal 4 marzo.

Sì, perché la pm Francesca Crupi ha disposto il sequestro impeditivo d’urgenza, poi convalidato dal giudice per la seguente ragione: se venissero riaperti, potrebbero essere gestiti da prestanome, con il rischio di perpetrare lo stesso sistema fondato sullo sfruttamento di giovani escort (in bella mostra tra i tavoli come in un catalogo in carne e ossa), sullo smercio di dosi nel locale e sul servizio di delivery che comprendeva la consegna a domicilio di cocaina (bianca e rosa) e bottiglie di vino e champagne costosissime.

Basti dire che uno solo degli aficionado, l’ereditiere L.S., avrebbe bonificato in più tranche 641.187 euro tra il 2020 e il 15 settembre 2023. Una somma monstre, che avrebbe contribuito a generare il tesoro stimato in 900mila euro finito sotto sigilli (pende ricorso al Riesame presentato dall’avvocato Cataliotti).

O meglio: rispetto al presunto profitto di autoriciclaggio, gli investigatori sono riusciti a rintracciare finora circa 80mila euro (33mila su un conto in Lituania, 40mila su conti italiani e 10mila cash).

Il sospetto, però, è che buona parte dei guadagni illeciti siano finiti all’estero, anche per investimenti in Albania. Una settimana dopo gli arresti, Lacerenza e Nobile si sono presentati in Tribunale per l’interrogatorio, ma entrambi hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.