
Davide Lacerenza arriva in tribunale per l'interrogatorio di garanzia in una foto di archivio, Milano 11 marzo 2025. ANSA/MATTEO CORNER
Milano, 2 aprile 2025 – Il malore nella notte. Il ricovero d’urgenza in ospedale. I test clinici e l’allarme parzialmente rientrato in mattinata, sebbene i medici abbiano comunque riscontrato “un problema neurologico” che richiederà esami più approfonditi per individuarne l’origine e una probabile degenza di alcuni giorni.
Attorno alle 4, Davide Lacerenza, l’ex “king” di via Napo Torriani, è stato accompagnato in ambulanza al Policlinico per un sospetto ictus: stando a quanto riferito dall’avvocato Liborio Cataliotti, che è riuscito a parlare con il suo assistito, è sempre rimasto “vigile e cosciente”.

Le condizioni non sono ritenute preoccupanti, anche se il cinquantanovenne, ricoverato e piantonato su disposizione della gip Alessandra Di Fazio, verrà sottoposto a ulteriori accertamenti sanitari.

Lo scorso 4 marzo, Lacerenza è finito ai domiciliari nel suo appartamento a due passi dalla Stazione Centrale (ieri qualcuno ha lasciato su una persiana un biglietto con la scritta “Daje King. Non mollare”), a valle di un’indagine dei militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria delle Fiamme Gialle su un presunto giro di droga ed escort nella Gintoneria e nella dépendance a luci rosse Malmaison: la Procura lo accusa di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, spaccio di stupefacenti e autoriciclaggio.

Nella stessa operazione, sono stati arrestati anche l’ex compagna e “socia occulta” Stefania Nobile, figlia di Wanna Marchi e il factotum Davide Ariganello alias “Righello”. Una decina di giorni fa, il cinquantanovenne ha dovuto dire addio, seppur a distanza, ai suoi locali, visto che il questore Bruno Megale ne ha revocato la licenza. Una misura attesa e nei fatti inevitabile, legata a doppio filo all’indagine della Finanza e ai due provvedimenti precedenti di sospensione dell’autorizzazione a gestire l’attività commerciale, sulla base di quanto disposto dall’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
Nelle motivazioni, il questore ha parlato di “situazione obiettivamente pericolosa e intollerabile per la sicurezza e l’ordine pubblico”. Intendiamoci: la “Ginto” e l’attiguo privè per “clienti speciali” erano già chiusi dal 4 marzo.
Sì, perché la pm Francesca Crupi ha disposto il sequestro impeditivo d’urgenza, poi convalidato dal giudice per la seguente ragione: se venissero riaperti, potrebbero essere gestiti da prestanome, con il rischio di perpetrare lo stesso sistema fondato sullo sfruttamento di giovani escort (in bella mostra tra i tavoli come in un catalogo in carne e ossa), sullo smercio di dosi nel locale e sul servizio di delivery che comprendeva la consegna a domicilio di cocaina (bianca e rosa) e bottiglie di vino e champagne costosissime.
Basti dire che uno solo degli aficionado, l’ereditiere L.S., avrebbe bonificato in più tranche 641.187 euro tra il 2020 e il 15 settembre 2023. Una somma monstre, che avrebbe contribuito a generare il tesoro stimato in 900mila euro finito sotto sigilli (pende ricorso al Riesame presentato dall’avvocato Cataliotti).
O meglio: rispetto al presunto profitto di autoriciclaggio, gli investigatori sono riusciti a rintracciare finora circa 80mila euro (33mila su un conto in Lituania, 40mila su conti italiani e 10mila cash).
Il sospetto, però, è che buona parte dei guadagni illeciti siano finiti all’estero, anche per investimenti in Albania. Una settimana dopo gli arresti, Lacerenza e Nobile si sono presentati in Tribunale per l’interrogatorio, ma entrambi hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.