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Liliana Agnani uccisa per la pensione e abbandonata in riva al Ticino: via al processo contro il figlio Emilio Garini

L’uomo è accusato di omicidio aggravato e premeditato, distruzione di cadavere e truffa ai danni dello Stato. Le ossa della donna, residente a Milano, furono trovate in un bosco nell’ottobre 2022

Liliana Agnani, 90 anni, con il figlio Stefano Garini, 62

Liliana Agnani, 90 anni, con il figlio Stefano Garini, 62

Milano – Omicidio aggravato e premeditato, distruzione di cadavere e truffa ai danni dello Stato. Sono queste le accuse che gravano su Emilio Garini, 62 anni. Per la Procura di Novara ha ucciso la madre Liliana Agnani e ne avrebbe abbandonato il corpo in un bosco sulle rive del Ticino a Trecate, a cavallo tra Novarese e Milanese. Il processo comincia oggi – venerdì 4 aprile - in Corte d'Assise a Novara.

E' l'epilogo di una vicenda intricata cominciata nell'ottobre del 2022 quando nella frazione di San Martino di Trecate, nell'area del Parco del Ticino, venero trovate alcune ossa umane. I tecnici del laboratorio di antropologia forense dell'Università di Milano, analizzando i reperti, riuscirono a risalire all'identità attraverso una protesi perfettamente conservata tra le vertebre L3 ed L4. La persona in questione era Liliana Agnani, una donna nata nel 1933, residente a Milano nel quartiere Barona, della quale non si trovavano tracce. Grazie alla collaborazione del medico curante della donna, e' stato contattato il figlio: Emilio Garini, appunto.

Secondo quanto poi emerso dalle indagini, al telefono l'uomo dichiarava al medico che la mamma godeva di ottima salute e si trovava in Veneto presso un fratello. Fratello che, però, a una semplice verifica risultava essere deceduto diversi anni prima. Le successive indagini hanno accertato che nella serata del 18 maggio del 2022 Garini si era recato con la madre nella zona dove sarebbero state poi ritrovate le ossa, e secondo l'accusa, qui l'avrebbe uccisa abbandonando il corpo lungo una riva del Ticino.

Garini ha sempre negato l'omicidio. Per il pm Paolo Verri si tratta invece un omicidio organizzato e pianificato con lucidità che ha determinato (incassando la pensione della donna) l'indebito incasso di 30mila euro di soldi pubblici.