
L’India, il Malawi, la notte e Buenos Aires: è Photofestival
I chiaroscuri dell’India, l’architettura e le contraddizioni urbane di Buenos Aires, i volti, le vite e i villaggi del Malawi. È una finestra sul mondo la diciottesima edizione della rassegna “Photofestival“, aperta sino al 31 ottobre (giovedì e venerdì dalle 15 alle 18, sabato e domenica 10-12 e 15-18) nella bella cornice di Palazzo Pirola. L’esposizione, che ha per tema “Aprirsi al mondo. La fotografia come impegno civile“ è organizzata e promossa da Aif, Associazione italiana foto & digital imaging con il patrocinio della Regione Lombardia, del Comune di Milano e della Città metropolitana di Milano, in collaborazione con Impresa Cultura Confcommercio Milano e photoSHOWall. Direttore artistico del Photofestival è Roberto Mutti, eminenza grigia del panorama fotografico italiano, storico e critico della fotografia, oggi docente all’Accademia del Teatro alla Scala e all’Istituto italiano di fotografia di Milano. "Il nostro festival – dice – ha da sempre diverse peculiarità. Siamo gli unici, per esempio, ad accogliere fotografi celebri come esordienti: agli autori ‘selezionati’ offriamo un luogo in cui esporre, a quelli che ci sembrano inadeguati diamo consigli per migliorarsi. È un lavoro complesso: corrisponde anche a un intento formativo. E ha un obiettivo: allargare la schiera degli appassionati di fotografia". Quattro i protagonisti delle mostre personali. Enzo Arnone, con “Rose d’India. Bellezza e sofferenza“. Uno spaccato per immagini alla riscoperta della complessità spesso drammatica del Paese: l’armonia e i colori, ma anche i temi duri della violenza sulle donne e della Devadasi, ovvero la prostituzione sacra delle bambine. Si intitola “Il pozzo dei desideri“ la mostra di Matteo Ferrari, frutto di un viaggio in solitaria di dieci anni fa nel “cuore caldo dell’Africa“, e con uno zoom principale sui pozzi e l’acqua, il bene più agognato e prezioso. “Pozzo dei desideri“ è peraltro il nome di un progetto di volontariato che fino a oggi ha realizzato 72 pozzi fornendo acqua pulita a più di 40mila persone. Ancora “Fantasmi“ di Claudio Comito, immagini dedicate alla notte, alle sue atmosfere e ai suoi silenzi. Infine Michele Molinari e “Vivere a Caba“, ovvero Ciudad autonoma de Buenos Aires, la città dove il fotografo ha a lungo abitato.
Monica Autunno