Marianna Vazzana
Cronaca

Incendio alla Rsa, lo strazio del quartiere: “Ho visto alzarsi le fiamme e sono scoppiata a piangere. Avrei potuto esserci io”

Corvetto, i racconti degli inquilini delle case popolari: svegliati da odore di bruciato e sirene. "Una tragedia davanti ai nostri occhi". "Anziani trasportati dagli operatori a forza di braccia".

Lo strazio del quartiere "Ho visto alzarsi le fiamme e sono scoppiata a piangere Avrei potuto esserci io"

"Io sono scoppiata a piangere. Ho pensato: “Sono anziana come loro. Al loro posto avrei potuto esserci io“. Non trovo pace". Nelli Musso, di 78 anni, vive in una palazzina popolare di via dei Cinquecento al Corvetto, di fronte alla Rsa Casa per Coniugi. Apre la porta d’ingresso e poi volta la testa verso la finestra: "Quell’inferno, stanotte, ce l’avevo di fronte". Come tanti altri abitanti degli stabili di edilizia residenziale pubblica che si sono affacciati vedendo il rogo che ha ucciso 6 persone e ne ha ferite 81. I residenti sono sotto choc. L’intera città è in lutto. "Io dormivo ma mi sono svegliato per la puzza di fumo – continua Luca Chiruzzi –. Inizialmente pensavo stesse bruciando qualcosa nell’appartamento, poi mi sono alzato e ho visto le fiamme nella Rsa. C’erano già i vigili del fuoco all’opera, sentivo che si chiamavano l’un l’altro e chiedevano rinforzi. “Da soli non ce la facciamo“". E ha capito che la situazione era grave. Come Lucia, che ha visto sotto le finestre "le squadre dei pompieri, decine di ambulanze, le forze dell’ordine, un bus Atm per portare via i nonnini che si sono salvati, tutti messi in fila sul marciapiede coperti da teli termici in attesa di essere caricati. Alcuni erano in sedia a rotelle, altri con il deambulatore. Era l’1.30". Poi non ha chiuso occhio per l’intera notte. "La notte precedente – aggiunge – all’angolo con via dei Panigarola era stato incendiato un motorino. Stavolta era qualcosa di molto, molto peggio. Il cuore mi batte ancora fortissimo". Anche Maria Lucera fa sapere di non aver più dormito per l’agitazione: "Non avrei potuto, visto quello che stava accadendo davanti ai miei occhi". Antonio Frizzo è rimasto a osservare le operazioni per lo spegnimento del rogo: "I pompieri a un certo punto hanno rotto i vetri per agevolare l’uscita del fumo".

Altri raccontano di aver visto anziani sdraiati sulle lenzuola e trasportati a forza di braccia giù dalla scalinata dagli opertatori che si sono subito attivati, prima che arrivassero i soccorsi. Nelli Musso riprende il filo del discorso dalla porta di casa e si mette nei panni dei familiari delle vittime. "Io vorrei dire loro di non sentirsi in colpa. Già non è facile lasciare un proprio genitore in una Rsa. Se poi il parente muore in questo modo tragico, la sofferenza si moltiplica". Non tutti gli anziani però potevano contare su una rete familiare di affetti: quattro di loro erano senza parenti. Ieri, all’obitorio di piazzale Gorini, nel pomeriggio non si era ancora presentato nessuno.

Alcuni abitanti invece non si sono accorti di nulla. "Io dormivo. Ma stamattina (ieri per chi legge, ndr) quando ho saputo quello che era accaduto mi sono spaventata: e se il fumo fosse arrivato fino alle nostre case? Mai come oggi ho capito che la vita non ci appartiene", il commento di Marina Cuccu. In mattinata, il sopralluogo del sindaco Giuseppe Sala che quasi certamente proclamerà il lutto cittadino. "Abbiamo sei vittime, un paio di persone in ospedale in una situazione delicata. Viene da dire che in questi casi poteva andare peggio, ma sei morti sono un bilancio pesantissimo".