MASSIMILIANO SAGGESE
Cronaca

"Mai una tempesta così in 50 anni"

L’esperto Maurizio Pocchia: scritta una pagina di storia della meteorologia. Evento simile ai cicloni in Usa

di Massimiliano Saggese

L’8 luglio è una data che resterà impressa negli annali rozzanesi per il mostro di vento e ghiaccio che si è abbattuto sulla città. Quel giorno Rozzano è stata l’epicentro di uno dei più violenti temporali che si sono abbattuti sulla zona negli ultimi 50 anni. Con chicchi di grandine di pesanti anche un chilo e di 10 centimetri di diametro sul Rozzanese – e quindi su Pieve, Basiglio, Locate e Opera – si sono concentrati 11 chilometri di temporale con venti fino a 120 chilometri l’ora. È un vero miracolo che non si siano registrate vittime. "Il Sud Milano scrive (purtroppo) una pagina di storia della meteorologia locale, con uno dei temporali più violenti mai registrati su quest’area, forse il più violento degli ultimi 50 anni – spiega Maurizio Pocchia, pievese ed esperto del Centro meteorologico lombardo –. La previsione per il giorno 8 indicava la possibilità di sviluppo di temporali grandinigeni data l’enorme energia presente in pianura (caldo-umido), e l’ingresso di un fronte freddo annesso a una possibile piccola ma incisiva ciclogenesi nel cuore della Pianura padana. Non solo si è verificato quanto previsto, ma addirittura nel più violento dei modi! Stiamo parlando di un temporale che non fa nessuna invidia a quelli che si formano nelle “plains” americane, una supercella (temporale che “ruota”) di tipo HP (“high precipitations”) con “wall cloud” (nube a muro) immerso in un mesociclone a occlusione completa; in soldoni, potenzialmente un temporale in grado di generare tornado enormi, grandine come palle da rugby, e precipitazioni molto intense". Rozzano, sempre a quanto spiega Maurizio Pocchia, era sotto al downdraft, nel cuore del temporale, dove si sono visti collassare 11 chilometri di temporale sulla testa, letteralmente! Grandine, pioggia, venti fino a 120 chilometri l’ora, insomma.. distruzione totale.

"La cosa che più ha sconvolto la comunità meteorologica – conclude l’esperto pievese – è la dimensione dei “chicchi” registrati, fino a 10-11 centimetri. Immaginatevi che razza di turbolenza ascensionale doveva esser presente dentro il temporale per far salire su e giù pezzi di ghiaccio da un chilo e mezzo". Tempi di ritorno nella zona Pieve-Rozzano? 20-50 anni. Negli annali si ricorda un evento simile nella stessa zona, ma meno distruttivo, nel 1977.