Un’associazione a delinquere a conduzione familiare. Un alloggio popolare come base operativa. Chili d’oro consegnati da ladri e scippatori e inviati all’estero per essere fusi e rivenduti. È il quadro che emerge dall’indagine della Squadra mobile che due giorni fa ha smantellato una rete criminale che ruotava attorno alla scala B dello stabile Aler di via Ricciarelli 24, in zona San Siro. Lì, stando agli atti dell’inchiesta dei poliziotti coordinati dal dirigente Alfonso Iadevaia e dal funzionario Michele Scarola, viveva illegalmente da più di otto anni la ventisettenne Cristina Florea alias "Mamma Romania", finita in manette insieme a tutti i suoi parenti e considerata a capo dell’organizzazione che, nell’ipotesi dell’aggiunta Bruna Albertini e della pm Rosaria Stagnaro, avrebbe ricettato e riciclato catenine e orologi depredati in metropolitana. "Il 12 ottobre 2016 – si legge tra i precedenti – è stata indagata per danneggiamento, invasione di terreni o edifici e furto di energia elettrica in quanto occupava abusivamente l’appartamento ove attualmente dimora".
Non è l’unico reato di cui la donna ha dovuto rispondere in passato. Sì, perché il 29 settembre 2015, l’8 gennaio 2016 e il 27 giugno 2016 è stata denunciata per furto in esercizi commerciali. Un mese dopo l’ultimo colpo, il 26 luglio, è stata indagata per aver occupato abusivamente un alloggio. Il 30 novembre 2020 e l’11 settembre 2021 è stata denunciata per due volte in meno di un anno per gli stessi reati: truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi utilizzati per percepire indebitamente il reddito di cittadinanza. Il compagno connazionale e complice David Florin Tanase, 32 anni, era a sua volta noto sin dal 19 maggio 2018, quando è stato denunciato per il furto di un cellulare. Il 25 febbraio 2019, è stato coinvolto con l’accusa di favoreggiamento nell’indagine su un furto in provincia di Piacenza. Un mese dopo, è stato indagato per falso materiale: aveva con sé una patente contraffatta. Anche il padre di "Mamma Romania", il quarantacinquenne Perian Florea, risulta avere precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio, occupazione abusiva, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e favoreggiamento personale "poiché intestatario di veicoli utilizzati per commettere altri delitti". La moglie Florica Feraru è stata indagata per due volte, tra 2013 e 2014, per essersi introdotta senza autorizzazione negli alloggi di edilizia popolare, nel secondo caso in uno stabile di via Mar Jonio.
La sorella Speranta è finita nei guai con le stesse accuse, qualche anno dopo: nel 2017 ha occupato prima in via Morgantini e poi in via Quarti. Nel 2021, così come successo alla nipote, è stata indagata "poiché tentava di ritirare la carta per il reddito di cittadianza utilizzando documentazione falsa". E chiudiamo con Daniela Florea: oltre ai blitz nei supermercati con la sorella maggiore Cristina, è stata denunciata nel 2016 per un’occupazione abusiva in via Tracia e arrestata nel 2017 per furto aggravato all’Oviesse di via Ripamonti. Tra 2019 e 2020, altri guai per resistenza e possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli.
Nicola Palma