
Il team di associazioni capitanato da Acli, Cisl pensionati e Forum terzo settore con la consulenza di Vittorio Mapelli sta approntando i dati sulla “migrazione passiva“ dei pazienti verso altre strutture
Melzo (Milano) – "Pazienti sempre più in fuga verso le grandi strutture fuori area": nuovo ospedale “di primo livello“ in Martesana, si torna alla carica, e si va in Regione. Sulla proposta di realizzazione di un nuovo nosocomio d’area, avanzata ormai da anni da un team di associazioni capitanato da Acli, Cisl pensionati e Forum terzo settore con la consulenza di Vittorio Mapelli, ex sindaco e docente di economia sanitaria, è fissata un’audizione alla commissione sanità del Pirellone. La convocazione, firmata dalla presidente Patrizia Baffi, è per giovedì 3 aprile nel pomeriggio: "Porteremo i nostri studi e dati aggiornati: nella speranza che si apra finalmente uno spiraglio".
Il tema è “d’annata“ e sollevato di frequente. L’ultimo aggiornamento risale al 2022, quando, ancora in coda Covid e con l’ipotesi di poter agganciare l’intervento al Pnrr, un nuovo studio era stato presentato a Melzo. La proposta era corredata da dati e cifre, e da alcune ipotesi di ubicazione: Gorgonzola, Melzo, Pozzuolo Martesana. La convocazione per l’audizione "si deve, diciamolo subito – spiega Angelo Lavagnini, presidente della Fnp Cisl melzese – all’interessamento del consigliere Nicolas Gallizzi. A noi è stato chiesto di aggiornare i dati in nostro possesso. È quello che abbiamo fatto, attingendo a fonti certe sul portale di Ats".
Nei numeri, oltre che in una serie di altre valutazioni, sta, secondo il gruppo promotore, l’urgenza di pensare a una nuova struttura ospedaliera al servizio della zona Martesana, l’area ‘decentrata’ del bacino Asst, "dove gli ospedali attuali, parlo di Melzo e Cernusco, non sono più attrattivi da anni, e per molte ragioni. Il numero esiguo di specialità la causa maggiore. La vetustà delle strutture. La carenza di medici un’altra causa: ma anche un effetto".
La “migrazione passiva“ dell’utenza: "I dati cui facevamo riferimento due anni fa, relativi al 2019, dicevano a chiare lettere che il 75% dei residenti di quest’area aveva scelto in quell’anno i grandi ospedali fuori Asst per ricoveri o prestazioni. Ora stiamo perfezionando i numeri del 2022, i più recenti disponibili: e la percentuale promette di essere ancora maggiore". Due anni fa si ipotizzava per un nuovo ospedale un costo di 200 milioni di euro. Sull’ubicazione, ipotesi rivedibili, "serve un’area grande ma soprattutto servita da strade e mezzi".