
Milano, Circolo Caldara critica l'amministrazione Sala sullo stadio Meazza
Il dossier firmato dal Circolo e Centro studi di cultura politica socialista “Emilio Caldara’’ è lungo 29 pagine, si intitola “Calcio come patrimonio sociale e civico. Il caso dello stadio Meazza a Milano (un approccio di Scuola reciproca)’’ ed è il frutto del lavoro di un gruppo coordinato da Salvatore Crapanzano e formato da Franco D’Alfonso (nella foto), Gabriele Rabaiotti, Walter Marossi e Pippo Amato. Il documento, che sarà presentato oggi alle 20.45 al circolo di via De Amicis 17, mette nel mirino l’amministrazione Sala: "Risulta una oggettiva mancanza di adeguato ruolo del Comune". Un concetto così precisato: Palazzo Marino "deve inquadrare e utilizzare l’intervento dei privati in un quadro di riferimento più ampio che gli è proprio e gli è dovuto, deve garantire scelte più corrette, ben motivate, sostenibili, controllabili; è stato esaminato in modo non corretto il possibile riutilizzo del Meazza sia come stadio di calcio, sia per altri utilizzi; sono stati utilizzati tempi lunghi, che però non garantiscono un risultato adeguato; si deve trovare una soluzione migliore di quella proposta".
Tra le proposte indicate nel paper, ce n’è una già illustrata alcuni mesi fa da D’Alfonso, ex assessore “arancione’’ della Giunta Pisapia: "Fondamentale la gestione diretta del Comune della questione, costituendo una società sul mercato solo al 49%". Il Circolo Caldara non è tenero neanche con il progetto dei due club per l’area di San Siro, a partire dal fatto che un unico impianto e, dunque, campo, per Milan e Inter "rende ingestibile il terreno di gioco". La conclusione, però, è tutta rivolta alla Giunta Sala: "Il Comune non attenda l’iniziativa dei club ma chieda, proponga, coordini".
M.Min.