
A sinistra il rendering del Museo nazionale della Resistenza ai Bastioni di Porta Volta: lavori iniziati da alcuni mesi
Milano – Il sindaco Giuseppe Sala parte in pressing per accelerare i lavori e l’apertura del Museo nazionale della Resistenza ai Bastioni di Porta Volta. Prima insiste perché il ministro della Cultura Alessandro Giuli venga a Milano per discutere dei tempi, dopo chiede alla Regione di entrare come socio del Museo. In vista dell’80° anniversario della Liberazione a Milano, in programma il prossimo 25 aprile, il numero uno di Palazzo Marino vuole ottenere certezze sul futuro dello spazio fortemente voluto dal ministro della Cultura (di centrosinistra) Enrico Franceschini: la presentazione del progetto risale al dicembre 2019, i lavori sono iniziati da alcuni mesi.
“Non è un’operazione politica. O meglio, è politica, ma non politica divisiva”, premette Sala per cercare di evitare che le sue parole vengano interpretate come un malizioso affondo contro gli esponenti politici targati centrodestra. “Io sto insistendo da tempo con il ministro Giuli, ma faccio fatica a convincerlo a venire a Milano, perché abbiamo una serie di dossier aperti – afferma il sindaco –. Uno molto importante è quello relativo al Museo nazionale della Resistenza, gli altri riguardano la Biblioteca di informazione e cultura (Beic) a Porta Vittoria e la sede della Scala a Rubattino. Sono nuove realizzazione che si fanno a Milano ma che hanno carattere nazionale, quindi è necessario parlarne. Non so quando il ministro riuscirà a venire. Sui tempi possiamo sempre trovare un accordo, l’importante è avere qualche certezza”.
Sala tira in ballo anche Palazzo Lombardia, in vista dell’incontro della prossima settimana con il governatore lombardo Attilio Fontana: “Il Museo è nazionale e non sarà affidato al Comune ma a istituzioni riconosciute che garantiranno il tenore scientifico del nuovo spazio. Spero ardentemente, dunque, che Regione Lombardia voglia essere tra i soci del Museo nazionale della Resistenza”.
La risposta del governatore Attilio Fontana non si fa attendere: “Regione partner nel Museo della Resistenza? Penso proprio di sì. Vedremo, tenuto conto dell’importanza del Museo, di chiedere una deroga. Gli unici vincoli che abbiamo sono della Corte dei Conti, che ci pone delle limitazioni a entrare in nuove fondazioni, associazioni e iniziative”.