
Il rendering mostra come sarà il Museo della Resistenza
Milano, 22 settembre 2023 – Chi si aspettava l’ennesima polemica sull’asse fascismo-antifascismo è rimasto deluso. Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, vicino alla premier Giorgia Meloni e a Fratelli d’Italia, arriva a Milano per fare il punto sul Museo Nazionale della Resistenza ai Bastioni di Porta Volta e afferma che il nuovo spazio che sarà aperto entro la fine del 2025 "è fondativo dello spirito della nazione”. Non solo. L’esponente del Governo “sovranista’’, davanti al sindaco progressista Giuseppe Sala, lancia una proposta: "Possiamo chiedere ai milanesi che hanno nelle loro case oggetti che ricordano la Liberazione e la Resistenza di concorrere dal basso al museo, come stiamo facendo per quello della Shoah".
Parole inequivocabili. Il primo cittadino sorride, loda il ministro per "l’attivismo" nel capoluogo lombardo e detta i tempi per il Museo Nazionale della Resistenza: "Nell’estate del 2025 dovrà esserci la fine dei lavori e poi dobbiamo darci la scadenza della fine di quell’anno con il museo pronto, allestito e gestito da qualcuno a cui consegneremo le chiavi". La corsa contro il tempo è iniziata. Sangiuliano e Sala puntano sul 2025 perché l’anno è quello dell’80° anniversario del 25 aprile, ma raggiungere l’obiettivo non sarà semplice. Lo si nota dai volti dei dirigenti della Soprintendenza e del Ministero della Cultura presenti ieri mattina a Palazzo Litta, il luogo dell’aggiornamento sui tempi di realizzazione del Museo. Preoccupazioni temporali a parte, l’iter per l’apertura dei Museo è ben avviato. I finanziamenti da 24 milioni di euro ci sono, anche se mancano ancora i soldi per l’allestimento degli spazi – Sangiuliano assicura che quei fondi arriveranno – e la definizione del soggetto giuridico per la gestione del museo – il ministro propone una Fondazione costituita da ministero della Cultura, Comune e Fondazione Ferruccio Parri.
I lavori, intanto, sono iniziati. Il cantiere è stato aperto lo scorso 1° giugno, subito dopo il progetto è stato parzialmente modificato per salvare il glicine, il bagolaro e i due tigli per cui la Milano ambientalista si è mobilitata prima dell’estate. Il prossimo 2 ottobre è previsto il taglio delle restanti alberature e l’avvio degli scavi con assistenza archeologica per la realizzazione dei piani interrati del museo.
A proposito di piani, il Museo Nazionale della Resistenza – struttura gemella della limitrofa Fondazione Feltrinelli disegnata dallo studio Herzog & De Meuron – ne avrà cinque. Il pian terreno ospiterà biglietteria, bookshop e uno spazio multifunzionale sempre aperto; il primo piano sarà dedicato al periodo "tra le due guerre mondiali 1914-1943"; il secondo alla "Resistenza 1943-1945; il terzo a "Repubblica e Costituzione 1945-oggi"; nel quarto ci saranno gli uffici della direzione del museo e il quinto ospiterà mostre temporanee. "Per Milano è un onore ospitare il Museo Nazionale della Resistenza", chiosa Sala.