Beruschi
Può sembrare scontato affermare che studiare musica e canto aiuta molto ad affinare la buona educazione; io sono solo un ammiratore di questi bravi personaggi, sono stato escluso da un cattivo maestro fin dalla prima elementare.
Vi parlo di due piccole esperienze di questa settimana, partiamo dal massimo: conferenza “prima della prima” nel ridotto del Teatro alla Scala.
Naturalmente si parlava del Don Carlo di Verdi, che aprirà la stagione: frequentando musicisti e cantanti, sono affascinato dalla loro preparazione; per esempio, suonare in orchestra necessita la condivisione col maestro e con i colleghi; lo stesso vale per i cantanti (naturalmente non parlo dei sedicenti strappa timpani, di alcuni gridatori casuali tra i giovani, tipo rapper e trapper e via dicendo, anzi, facendo versacci).
Seconda entusiastica esperienza di questi giorni: sabato sono stato allo “Zecchino di San Paolo d’Argon”, la rassegna della scuola di canto del luogo, creata da Stefano Nutti. Si esibivano i giovanissimi, al di sotto dei 15 anni: una gioia vedere l’educazione, la preparazione e l’impegno di questi ragazzini.
Una consolazione in questi tempi difficili e di confusione, in cui falsi profeti cercano di portare verso falsi traguardi la gioventù, contando sulla loro impreparazione, forse colpa della scuola e dei genitori.
“La donna non si picchia nemmeno con un fiore.” Questo ci dicevano quando eravamo piccoli; forse non abbiamo saputo trasmettere il messaggio e i mestatori di cui sopra, li conducono in inutili cortei e violenze.
Ci tiene compagnia la Speranza.