ANDREA GIANNI
Cronaca

Negozio di mobili sparisce: clienti beffati

Lo store in piazzale Lodi chiude. "Noi restiamo senza merce e con le rate dei finanziamenti da pagare"

L'insegna del negozio di mobili

Milano, 17 dicembre 2020 - Il telefono è muto e il negozio in piazzale Lodi 38 a Milano, cercando informazioni su internet, risulta "chiuso definitivamente". Il problema è che alcuni clienti hanno già pagato per mobili che non hanno mai ricevuto, in alcuni casi acquistati a rate.

Segnalazioni arrivate sul tavolo di Federconsumatori Milano, che ha cercato invano di contattare la società, all’apparenza "sparita nel nulla". Uno dei clienti, ad esempio, ha acquistato un letto, versando 800 euro in anticipo. E, nonostante i continui solleciti, resta ancora in attesa della merce o della restituzione del denaro. Il negozio finito nella bufera è il diDesign Milano, un grosso store ben visibile sul piazzale, aperto nel 2016 dalla società Corsini srl con sede a Meda, nella Brianza capitale del mobile. Il sito internet del gruppo non è raggiungibile e anche il telefono del negozio risulta staccato. L’impresa, con capitale sociale di 500mila euro, ha depositato l’ultimo bilancio nel 2018 e conta una decina di dipendenti. Una piccola azienda in un settore che è stato travolto dal generale calo dei consumi provocato dalla pandemia e dal lockdown, con ripercussioni anche sul commercio di mobili e articoli per la casa. Difficoltà, in un contesto di crisi economica che sta mettendo in ginocchio tante attività, forse alla base anche di questa chiusura, ma i clienti attendono ancora la restituzione dei soldi già versati. Poi c’è la questione dei finanziamenti, contratti per poter pagare a rate la merce. In questo caso la strada per riavere il denaro speso è più semplice, ed è tracciata dalla normativa bancaria. Anche se i tempi rischiano di non essere brevi.

"Come associazione di consumatori non ci stupiamo del fatto che i fallimenti esistano - spiega Carmelo Benenti, presidente di Federconsumatori Milano – ci stupiamo del fatto che gli istituti di credito prestino scarsa attenzione alle società con le quali lavorano. È la seconda volta in poco meno di un anno che un noto istituto di credito internazionale si trova in questa situazione. La normativa bancaria tutela gli utenti prevedendo i rimborsi delle somme spese, ma questo non vuol dire che risoluzioni in massa di contratti di finanziamento collegati non metta in crisi il sistema bancario, già oggi sotto stress. Più attenzione nella scelta dei partner commerciali deve diventare un obbligo – conclude Benenti – se no poi non possiamo stupirci della ciclicità delle crisi".