Milano – Ora manca solo l'uomo che avrebbe esploso i colpi di pistola che hanno ucciso Jhonny Sulejmanovic, il diciottenne rom bosniaco assassinato a Milano in via Varsavia nella notte tra il 25 e il 26 aprile 2024.

Sì, perché nelle scorse settimane, il ventiduenne Vittorio Hadzovic è stato bloccato in Francia, dov'era scappato dopo l'agguato andato in scena a due passi dall'Ortomercato, in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Milano e di un mandato di arresto europeo. Venerdì 4 aprile 2025, la polizia transalpina ha consegnato l'arrestato agli agenti della Squadra mobile, guidati dal dirigente Alfonso Iadevaia e dal funzionario Domenico Balsamo.

La ricostruzione
Secondo le indagini, il ventiduenne era parte del commando formato da sei persone che entrò in azione quasi un anno fa. Per motivi mai chiariti fino in fondo, il gruppo piombò in via Varsavia su un'auto di colore nero e assaltò il furgone dove Sulejmanovic dormiva con la moglie coetanea Samantha: stando ai filmati, sarebbe proprio Hadzovic a spaccare i vetri del Ducato con una mazza di ferro, costringendo il diciottenne a uscire dal mezzo. Poi gli spari per uccidere e la fuga, coperta da altri proiettili esplosi in aria per spaventare i parenti di Jhonny, nel frattempo intervenuti per proteggerlo.

Le condanne e l'uomo in fuga
Nei mesi scorsi, gli investigatori hanno arrestato quattro dei presunti responsabili, che sono stati già processati con rito abbreviato. Il gup Roberto Crepaldi ha condannato a 18 anni di reclusione Roberto Ahmetovic, il cognato Jagovar e Rubino Sulejmanovic, mentre il sessantaquattrenne kosovaro Qemajl Gjigolli, che guidava la macchina, ha ricevuto una pena di 10 anni. Ora non resta che catturare il sesto uomo, l'autore materiale dell'assassinio: anche lui si troverebbe all'estero.
