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"Per la prima volta a Milano: celebrazione di Battisti"

In occasione dell'ottantesimo anniversario della nascita di Lucio Battisti, un omaggio articolato a lui si svolge a Milano, con eventi sparsi sul territorio cittadino e un gran finale al Teatro Franco Parenti. Un'occasione per riscoprire la grande innovazione della canzone italiana.

"Per la prima volta tutta Milano celebra Battisti"

C’è un treno che (ri)parte alle 7 e 40. La prima edizione di “Quel gran genio”, omaggio a Lucio Battisti in programma dal 29 settembre all’ 1 di ottobre in diversi angoli di Milano, inizia alla Stazione Cadorna in un’ora (e in un giorno) legati alla canzone italiana. "La pandemia ha dettato i tempi di questo progetto, il fatto che la prima edizione cada nell’ottantesimo anniversario della nascita di Battisti e il venticinquesimo della scomparsa è un una coincidenza" spiega Francesco Paracchini, direttore della rivista musicale “L’isola che non c’era” e anima dell’iniziativa.

"Trattandosi, infatti, di un progetto che richiede un annetto di organizzazione, per partire abbiamo attesp che ci fossero le condizioni. Benché Milano sia stata cruciale per la sua carriera, a cominciare dall’incontro con Mogol, il cantautore di Poggio Bustone finora era stato celebrato solo con delle serate tributo, realizzate benissimo, ma senza il carattere della rassegna".

Il live acustico alla Stazione Cadorna dà invece il via ad un omaggio articolato che tocca lo scalo di Linate come le fermate della metro di Garibaldi.

"In cartellone abbiamo una dozzina di eventi sparsi sul territorio cittadino con gran finale, domenica alle 16, al Teatro Franco Parenti con una maratona di tre ore presentata da Massimo Cotto in cui traversare tutto l’orizzonte battistiano con musicisti come Walter Calloni, Patrizia Cirulli o il maestro Marco Sabiu. L’intenzione iniziale era quella di riuscire a coinvolgere tutti e nove i municipi cittadini, ma non è stato possibile. Cercheremo di realizzarla, se ci sarà, nella seconda edizione".

Di Battisti si parla molto anche per le polemiche scatenate dall’atteggiamento restrittivo della moglie verso lo sfruttamento del catalogo e per le relative vertenze giudiziarie che la vedono coinvolta con la discografia e con Mogol.

"Certe scelte hanno probabilmente rallentato la diffusione della musica di Battisti, ma l’interesse attorno all’artista e alla sua musica rimane alto, basta pensare che solo nell’ultimo anno sono stati pubblicati su di lui nove libri. Spero vivamente che, grazie anche a manifestazioni come questa, la gente torni a guardare la luna e non il dito".

Lei come ha cominciato a lavorare sull’autore di “Ancora tu”?

"Le ossa me le sono fatte a Molteno, dove risiedeva Battisti, ricoprendo per otto anni a Villa Rosa il ruolo di direttore artistico di “Un’avventura, le emozioni“ manifestazione in cui, oltre a presentare pubblicazioni su lui, ospitavamo incontri ed esibizioni di artisti come Bennato, Ruggeri, la Formula Tre. Poi è cambiato il sindaco e non se n’è più fatto nulla. Da lì l’idea di realizzare qualcosa di simile a Milano".

Con quali intenzioni.

"Focalizzare sì i grandi classici della produzione di Battisti, ma anche lavori meno frequentati dal grande pubblico come, ad esempio, ‘Anima latina’ che reputo uno dei suoi capolavori assoluti, o i cosiddetti “album bianchi“. Perché Lucio è di tutti e rimane uno dei più grandi innovatori della nostra canzone".

A. S.