SIMONA BALLATORE
Cronaca

Milano, un mese di tende di fronte al Politecnico. Gli studenti: “Andremo avanti a oltranza”

La prima “canadese” di Ilaria Lamera contro il caro-affitti: da allora la staffetta continua, si uniscono iscritti di altre facoltà e lavoratori. Vengono invitati prof ed esperti per arrivare a soluzioni vere

Tende davanti il Politecnico di Milano contro il caro affitti

Milano – “La nostra casa è piazza Leo”: scrivono dall’accampamento spuntato un mese fa all’ombra del Politecnico di Milano, invitando ancora a unirsi alla protesta lanciata il 2 maggio, con la prima “canadese” contro il caro-affitti di Ilaria Lamera, studentessa di Ingegneria ambientale, che ha poi passato tenda e testimone ad altri ragazzi. Piazza Leonardo da Vinci è occupata da allora.

"Abbiamo raggiunto il record di 58 tende e nei prossimi giorni contiamo pure di superarlo - dice Arianna D’Itri, studentessa di Ingegneria chimica e tra le portavoce della mobilitazione con la lista “La Terna Sinistrorsa“ -. Ci sono studenti della Statale e delle altre università, giovani lavoratori che si uniscono nel weekend, chi va e viene". Ma non passa notte né giorno senza tende. "È diventato un punto di comunicazione - continua Arianna - e abbiamo allargato lo sguardo. Siamo partiti dal problema del caro-affitti per affrontare tutto il tema dell’abitare, dalle case popolari al caro-vita. E facciamo formazione invitando esperti".

Prof di Urbanistica, rappresentanti del comitato “Abitare in via Padova", Unione Inquilini, ricercatori. A un mese dal debutto della protesta, diffusa a macchia d’olio in tutta Italia, hanno organizzato un pranzo sociale e un cineforum: proietteranno un docufilm sugli Indignados. Oggi ci sarà anche Sms, Spazio Mutuo Soccorso che organizzerà uno “Swap party”, ci si scambia o si donano vestiti a chi ha bisogno. "È una piazza aperta - ricordano dall’accampamento - è capitato anche che arrivasse qualcuno un po’ molesto. Ma ci siamo organizzati con un turno notturno: c’è sempre qualcuno che resta sveglio a controllare la situazione. Ci aiutiamo. Questa settimana è stata più difficile: prima avevamo l’appoggio del Politecnico, aperto h24, adesso possono accedere solo gli iscritti e non gli studenti degli altri atenei. Speriamo cambino idea. In qualsiasi caso non ce ne andiamo".

Lo striscione “Porta la tua tenda" ha fatto capolino anche durante la Polimirun. Fa la spola Giovanni Colombo, che studia Scienze politiche alla Statale e ha passato in piazza Leonardo almeno sette notti. "Si è creata una comunità forte - racconta -: ogni giorno alle 19 ci riuniamo in assemblea per confrontarci con chi studia e si occupa del problema abitativo. Perché non abbiamo in tasca una soluzione ma vogliamo trovarne una insieme, che non valga solo per gli studenti ma per tutti". "Andremo avanti a oltranza", promettono, mentre continuano gli incontri col Comune e Città Metropolitana sul canone concordato. "All’ultimo tavolo tecnico, mercoledì, non siamo stati invitati. Ci daranno una restituzione lunedì - continua Giovanni, a nome di Link Studenti Indipendenti –. Speriamo non ci convochino solo per avvisarci di una decisione presa: vogliamo essere coinvolti. Il canone concordato è una misura che da sola non può bastare". Nel frattempo la piazza resta occupata. "La continueremo a far vivere anche con eventi accessibili a tutti", continuano dalla “tendata”.

"Oggi le richieste degli studenti sono arrivate sui banchi parlamentari. Da anni portiamo avanti le stesse denunce, senza ricevere grandi risposte. Riteniamo inaccettabile il rimbalzo continuo di responsabilità con i governi precedenti e preferiremmo che i parlamentari si assumessero responsabilità, anziché incolpare chi giustamente ha piantato le tende", tuona l’Unione degli Universitari entrando nel merito dell’ultima mozione sugli affitti brevi: "È insufficiente il limite minimo di due notti per alcune tipologie di locazione, senza prevedere una sanzione amministrativa. I comuni continueranno a non avere gli strumenti per regolare il fenomeno dell’overtourism". E sul tema ieri è tornato anche Pierfrancesco Majorino, capogruppo dem in Regione Lombardia: "Il ministro Santanché ha presentato un provvedimento all’acqua di rose e non ha voluto, al momento, coinvolgere i sindaci. Il tavolo con Anci e i sindaci delle città metropolitane più direttamente coinvolti dal fenomeno degli affitti brevi deve essere aperto quanto prima per recuperare il tempo perso".