
La Casa dello Studente occupata in viale Romagna
“Siamo studentesse e studenti, lavoratrici e lavoratori che dal 2 maggio protestano in piazza Leonardo da Vinci contro il caro affitti. Oggi siamo alla Residenza universitaria pubblica "Casa dello studente", vuota da un anno in attesa di ristrutturazione: il prossimo anno 336 studenti saranno privati del diritto ad avere un alloggio a prezzo agevolato”. Parole dei ragazzi di “Tende in piazza” che questa mattina, lunedì 12 giugno, hanno occupato la struttura di viale Romagna 62, storica residenza dell’Istituto per il Diritto allo Studio (Istituzione Regionale Lombarda) del Politecnico, progettata e costruita nel 1934 dall’ingegner Italo Azimonti e che ha ospitato generazioni di ingegneri e architetti.
Una residenza su cinque piani, di cui uno destinato a spazi comuni. “Chiusa dal 31 luglio 2022 per importanti lavori di ristrutturazione – spiegano dal Politecnico –: i lavori sono in corso e si concluderanno per l’inizio dell’anno accademico 2024/2025”. Opere realizzate “grazie al Politecnico, che ha attinto a fondi governativi, e a fondi regionali”. Questa mattina i ragazzi hanno incontrato il direttore dei lavori ma non si dicono soddisfatti. In particolare, contestano la “mancanza di fondi nazionali stanziati sul V bando della legge n.338/2000, che prevede il cofinanziamento da parte dello Stato per interventi rivolti alla realizzazione di alloggi e residenze per studenti universitari. I 300 milioni del Pnrr promessi, originariamente stanziati per finanziare il bando 338, sono stati dirottati sul famoso bando di 660 milioni del Pnrr destinato all'housing universitario, che però non risponde ai bisogni degli studenti. Infatti i fondi, per lo più, saranno destinati a soggetti privati, che offrono prezzi totalmente in linea con quelli del mercato milanese, un mercato che ha tariffe elevate e che risultano inaccessibili per una grande porzione della popolazione”. E aggiungono che “in Lombardia, degli 11mila studenti che sono in una situazione economica tale da non potersi permettere i prezzi degli affitti proposti dal mercato, circa 7.800 non riescono ad accedere ad un posto in residenza e non viene loro garantita un'alternativa”. L’occupazione (simbolica) finirà domani, con un’assemblea aperta alle 16 sul tema dell’abitare. I promotori di “Tende in piazza” puntano il dito contro “una città che sta diventando sempre più escludente, con prezzi che non rispecchiano né l'andamento della retribuzione dei lavoratori, né rispondono alle necessità degli studenti. Le risposte del Comune non vanno nella direzione di risolvere il problema abitativo. La proposta di modifica sul canone concordato mantenendo la riduzione dei prezzi di un 15% rispetto a quelli di mercato porterebbe il costo di una stanza singola da 750 euro mensili a 640, quindi non rappresenterebbe una soluzione significativa. Siamo pronti al dialogo con chiunque abbia la volontà politica di risolvere realmente il problema, consci di stare sempre dalla parte dei bisogni concreti della gente”.