
Porta Romana sotto assedio Furti, incendi e pericoli "Non ci sentiamo tutelati Così non si può lavorare"
di Mariachiara Rossi
"Siamo preoccupati. Questa zona è diventata pericolosa e così non riusciamo più a lavorare. Solo negli ultimi venti giorni ci sono stati sei tentativi di rapina con scasso con lo stesso metodo sistematico: gettano i tombini sulle vetrate antisfondamento ed entrano alla ricerca di contanti senza toccare la merce. Quello di stamattina, nella mia boutique, è solo l’ennesimo di una lunga serie di casi che hanno coinvolto anche ristoranti e bar. Siamo terrorizzati e abbiamo bisogno di più tutele. Milano è davvero allo sfascio". L’appello di Loredana B., proprietaria della boutique “L’altra Cocò” al civico 7 di Viale Montenero, che ieri mattina alle 5 ha subito il secondo tentativo di rapina in dieci giorni, racchiude la voce dei tanti commercianti situati nella zona di Porta Romana che lamentano una situazione ingestibile nell’ultimo periodo: quella che dovrebbe essere una delle aree più attrattive della città, sia per i turisti che per i cittadini stessi, infatti, è diventata un vero e proprio Far West, e tutto a pochi centinaia di metri dal Duomo.
Dalle registrazioni delle telecamere appostate all’esterno degli esercizi e dalle dichiarazioni delle autorità, si ipotizza che si possa trattare di una coppia di delinquenti che agisce da sola senza un gruppo organizzato alle spalle e che mira esclusivamente alla cassa.
Ai furti si aggiungono i malintenzionati che hanno come unico obiettivo quello di danneggiare le attività. Sabato sera il ristorante “Palo Alto“ in corso Porta Romana è stato incendiato da un piromane, dopo che il dehoor era già stato messo sottosopra da un passante in camicia bianca che dalle immagini rinvenute dal direttore del ristorante sembrava chiaramente vagare in stato di alterazione psico-fisica. "Sono arrivato sul posto alle 8 di mattina dopo che il mio collega era stato chiamato dai vigili del fuoco: pensiamo che il malvivente avesse premediatato tutto perchè era incappucciato e aveva con sé alcohol e fiamma. La plastica dei tavolini e delle sedie ha poi contribuito ad espandere il fuoco, che ha raggiunto gli appartamenti al terzo piano. Stimiamo danni per 60mila euro" racconta il titolare del locale.