MARIANNA VAZZANA
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Cronaca

Precipita da un pendio ghiacciato. Muore il milanese Antonello Manca: "Era prudente, amava la montagna"

Aveva 66 anni. Era sulle Alpi Orobie insieme ad altri tre escursionisti quando è scivolato all’improvviso. Caduto per 300 metri. Il dolore di un amico: "Fino a mezz’ora prima era sorridente, ho perso un fratello".

Antonello Manca avrebbe compiuto 67 anni il prossimo 20 giugno

Antonello Manca avrebbe compiuto 67 anni il prossimo 20 giugno

Le foto mentre cammina sui sentieri di montagna incorniciato dagli alberi. Oppure in piedi, in posa sulla cima delle vette appena raggiunte. Fiero. "Amava la montagna, Antonello. Scherzavamo spesso, perché io invece adoro il mare. Questa disgrazia mi scuote: provo un dolore immenso a pensare che non ci sia più". A ricordare Antonello Manca è un amico. Come lui, altri si dicono "sconvolti" mentre riguardano le immagini sul suo profilo Facebook che testimoniano la sua passione per le escursioni ad alta quota. Ieri, l’ultima. Che gli è stata fatale: Manca ha perso la vita poco prima dell’ora di pranzo dopo essere scivolato per 300 metri lungo un pendio ghiacciato sulle montagne delle Alpi Orobie, all’altezza dell’impianto del Pescegallo in Alta Val Gerola, fra le province di Bergamo e Sondrio. Aveva 66 anni – ne avrebbe compiuti 67 il prossimo 20 giugno –. Originario della Sardegna, viveva a Milano fin da quando era ragazzo, ora residente nel quartiere Greco.

"Era in pensione e, prima, aveva lavorato per le Ferrovie dello Stato. Lascia una moglie, una figlia e una nipotina: ci stringiamo a loro", continua un conoscente. "Ho perso un amico e un fratello", sottolinea Luigi Carlo Leopardi, un suo compagno di escursioni, ieri non presente, che però seguiva il gruppo a distanza, dai messaggi su WhatsApp. "Antonello era una persona prudente e seria. Un uomo di montagna, cresciuto in Barbagia (nella Sardegna orientale, ndr). Se non c’erano condizioni ottimali, era il primo a dire “torniamo indietro“. Ci siamo conosciuti un anno fa, dopo che ho creato un gruppo WhatsApp per organizzare escursioni durante la settimana. Ieri erano in 4: alle 12.15 arrivavano foto di loro, sorridenti. Mezz’ora dopo Antonello è caduto. Era attrezzato, stava usando i ramponi. Mentre scivolava ha cercato di frenare con la piccozza ma il ghiaccio era troppo duro".

La tragedia risale alle 12.50 di ieri. Tutto lisco finché l’uomo, per cause anacora da accertare, all’improvviso mentre era sul sentiero sarebbe scivolato lungo un pendio ghiacciato per 300 metri. Forse ha perso l’equilibrio o ha appoggiato male un piede. Fatto sta che è ha percorso tutto il pendio per poi precipirare, e il volo finale si è rivelato fatale: quando i soccorritori lo hanno raggiunto, per l’escursionista non c’era più nulla da fare. Troppo gravi i traumi riportati.

A dare l’allarme sono state le tre persone che erano assieme a lui e che lo hanno visto sprofondare, senza riuscire a trattenerlo. La centrale operativa del 118 ha attivato l’ambulanza e l’elicottero con il personale sanitario. Nel frattempo una squadra di tecnici del Soccorso alpino della Valle Brembana ha raggiunto attraverso il sentiero il punto dove era precipitato l’escursionista. Il corpo è stato recuperato dai tecnici del Soccorso alpino che successivamente lo hanno trasferito al cimitero di piazza Brembana. Soccorsi anche i tre compagni di escursione, trasportati a valle con l’elicottero. Intervenuti i carabinieri della Compagnia di Zogno.