GIULIO MOLA
Cronaca

Follia a Cinisello dopo la partita dei ragazzi: i genitori entrano in campo e picchiano gli avversari. Due all’ospedale

Al fischio finale della partita tra Città di Cinisello e Ausonia Academy succede il finimondo con scene di violenza inaudita fuori e dentro gli spogliatoi. Preparatore e dirigente ospiti portati al pronto soccorso

Ancora violenza nel calcio giovanile: gli spogliatoi dove si è consumata l'aggressione ai danni di un tesserato Ausonia Academy

Ancora violenza nel calcio giovanile: gli spogliatoi dove si è consumata l'aggressione ai danni di un tesserato Ausonia Academy

Cinisello Balsamo (Milano) – Un dirigente e il preparatore atletico presi a pugni e finiti in ospedale, un ragazzino di 15 anni che afferma di essere stato colpito con una testata da un tesserato della squadra avversaria, un paio di genitori che hanno fatto irruzione prima nell'area tecnica e poi negli spogliatoi aggredendo i giovanissimi atleti ospiti e i loro accompagnatori. Sembra un bollettino di "guerra" ma è il resoconto di un pomeriggio di ordinaria follia nell'hinterland milanese su uno dei tanti campi di periferia che nei weekend ospitano i campionati giovanili. Un sabato tutto da dimenticare quello vissuto nel centro sportivo comunale Crippa di via dei Lavoratori 51 a Cinisello. Di fronte i padroni di casa del Città di Cinisello e l'Ausonia Academy per la seconda giornata del campionato provinciale Allievi Under 16. Partita scoppiettante, con gli animi surriscaldati nel finale dopo il 2-2 degli ospiti, rete segnata a tre minuti dal termine. Tensione alle stelle: se prima era volata in campo qualche parola di troppo fra i protagonisti stuzzicatisi a vicenda, al triplice fischio del direttore di gara succede di tutto: si fa male un calciatore dell'Ausonia Academy e mentre l'allenatore Lobrace va a soccorrerlo, in campo s'accende una rissa, a fatica sedata da tecnici e arbitro. Ne fanno le spese il capitano dei locali e un calciatore degli ospiti, espulsi. Ma quel parapiglia è solo la miccia che innesca una violenza inaudita. Mentre le due squadre cercano di tornare negli spogliatoi, infatti, nell'area tecnica entrano due genitori, persone non autorizzate e non in distinta.

"Hanno cominciato a picchiare i nostri ragazzi - racconta Lobrace, il mister dell'Ausonia -. E non contenti se la sono presi con un nostro dirigente e soprattutto con il nostro giovane preparatore atletico". Volano pugni, prima crolla in terra il preparatore Popescu, poi un cazzotto colpisce il dirigente Matteo Mattei. I due vengono soccorsi e trasportati in ospedale, il primo al Fatebenefratelli, dove viene poi dimesso con 7 giorni di prognosi per trauma cranico, e il secondo al San Raffaele dove resteranno in osservazione fino a tarda serata.

"Mi hanno appena fatto la tac per il pugno ricevuto in testa - ci dice Popescu evidentemente ancora scosso -. quel che è accaduto è assurdo: io stavo solamente cercando di dividere i calciatori ancora agitati e sono stato aggredito alle spalle e preso per il collo da un dirigente avversario. Poi ho ricevuto un pugno in testa, non ho visto bene da chi. Quando mi sono rialzato per rientrare nello spogliatoio un nostro calciatore mi ha riferito di aver ricevuto anche lui una testata da un dirigente della squadra di casa. E poco dopo Mario, il nostro dirigente, ha ricevuto pure lui un violento pugno all'occhio, l'ho visto sanguinante al sopracciglio, per terra. Abbiamo chiesto di individuare queste persone, sicuramente dei genitori, attraverso le telecamere che erano poste li' ma senza ricevere risposta e nessuno sapeva dirci chi fossero gli altri estranei entrati per tirare cazzotti. Ma sono state scene terribili". Ricostruzione ovviamente confermata dall'allenatore Lobrace rimasto fino alle 19 (ben due ore dopo il termine del match) negli spogliatoi per avere chiarimenti dalla società di casa. "I ragazzi erano spaventatissimi e non volevano andar via, molti di loro si erano trovati di fronte dei genitori che hanno cercato di picchiarli. La cosa più grave è l'omertà che ci siamo trovati di fronte: nessuno sapeva nulla, il presidente continuava a ripetere che le telecamere non funzionavano e che non sapevano identificare gli aggressori. Ma abbiamo visto tutti che si trattava di genitori e dirigenti che non erano lì per caso: c'erano una cinquantina di persone presenti alla partita, io credo che anche l'arbitro abbia visto tutto e abbia messo a referto anche se mi ha spiegato che certe cose erano "extracampo" e non poteva farci nulla. Ma i pugni li abbiamo visti tutti, con i nostri occhi". Anche la delegazione Milano del Comitato Regionale Lombardo della Figc in serata si è mossa per avere chiarimenti dal Città di Cinisello. Ma la risposta è stata la stessa: "Non sappiamo chi fossero quelle persone che hanno agito con violenza". Nelle prossime ore partiranno le denunce presso le autorità competenti. Nella speranza che il Città di Cinisello decida di collaborare e individuare gli energumeni che hanno rovinato quello che doveva essere solo un pomeriggio di sport. E che tanti ragazzini di 15 anni ricorderanno come un incubo.