NICOLA PALMA
Cronaca

Milano, sfida tra perizie sulla morte di Ramy. La tesi del consulente della famiglia Elgaml: “L’urto? Prima del semaforo”. La perizia dei pm escluse il contatto

Per l’ingegnere Matteo Villaraggia la sera del 24 novembre in cui è morto il diciannovenne egiziano, se il Tmax guidato da Bouzidi non fosse stato urtato dall'auto dei carabinieri avrebbe proseguito su una traiettoria rettilinea

L'inseguimento è iniziato in corso Como, nella zona Nord di Milano, ed è terminato a sud della città in via Ripamonti

L'inseguimento è iniziato in corso Como, nella zona Nord di Milano, ed è terminato a sud della città in via Ripamonti

Milano, 4 aprile 2025 – L’urto tra la Giulietta dei carabinieri e lo scooterone su cui viaggiava Ramy Elgaml, il diciannovenne egiziano morto al termine di un lungo inseguimento andato in scena lo scorso 24 novembre a Milano, “non può essere avvenuto in prossimità del palo semaforico, bensì poco prima dell’intersezione, quando i veicoli erano affiancati”. 

L’analisi 

È la conclusione a cui è giunto l’ingegnere Matteo Villaraggia, consulente dei familiari del giovane assistiti dall’avvocata Barbara Indovina, sottolineando che se il TMax guidato da Fares Bouzidi non fosse stato urtato “magari” avrebbe proseguito “mediante una traiettoria rettilinea”, senza schiantarsi contro il semaforo all’angolo tra via Ripamonti e via Quaranta. 

Ramy Elgaml, il 19enne egiziano morto nell'incidente avvenuto all'incrocio fra via Ripamonti e via Quaranta
Ramy Elgaml, il 19enne egiziano morto nell'incidente avvenuto all'incrocio fra via Ripamonti e via Quaranta

La tesi della Procura

Una ricostruzione diversa da quella tracciata per conto della Procura dall’ingegnere Domenico Romaniello, secondo cui non sarebbe avvenuto “alcun urto preliminare” nella zona non coperta da telecamere. Una tesi avvalorata da tre elementi, secondo il perito dei pubblici ministeri: la “mancata perfetta corrispondenza dei punti di contatto dei danni rilevati sui due veicoli nel caso di accostamento longitudinale”; il “pieno controllo” del TMax da parte di Bouzidi “in ingresso nell’area” dell’incrocio; la velocità di auto e moto negli ultimi metri.