Milano – La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano e dalla Procura della Repubblica per i minorenni di Milano, sta dando esecuzione a numerosi provvedimenti restrittivi anche a carico di soggetti stranieri.

Cinquanta indagati
Sono cinquanta le persone coinvolte nell'operazione della Squadra Mobile della Questura di Milano per una serie di rapine per strada, nelle stazioni della metro e a bordo di altri mezzi pubblici. Diciotto sono minorenni. Per alcuni è stata eseguita un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, per altri un fermo disposto dal pm. Agli indagati è contestata l'associazione a delinquere.

La base dei ricettatori
Gli investigatori della sezione anti rapine della Squadra mobile avrebbero individuato anche un appartamento in zona San Siro usato come base da una presunta banda di ricettatori di origine romena dove ricettavano la refurtiva, spesso oggetti in oro come catenine, ricevuta dai rapinatori.

Stranieri di seconda generazione
L'operazione nasce da un'attività di indagine sistematica sul fenomeno delle rapine e dei furti con strappo commessi da giovani stranieri negli ultimi mesi, svelando un importante attività di ricettazione. "L'operazione condotta oggi a Milano, con lo smantellamento di un'intera rete criminale, è l'ennesima dimostrazione dell'impegno che le forze di polizia stanno profondendo nel contrasto alla delinquenza e all'illegalità sulle nostre strade”, ha commentato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. "Gli arrestati sono perlopiù giovani e giovanissimi - ha aggiunto il titolare del Viminale - molti dei quali minorenni, di cosiddetta 'seconda generazione', spesso protagonisti di numerosi episodi di violenza. Un ringraziamento alle donne e agli uomini della Polizia di Stato e della Squadra mobile di Milano per la determinazione e la professionalità con cui hanno portato a termine questa operazione. La sicurezza non è un principio astratto, ma un impegno concreto che portiamo avanti ogni giorno"

Colpivano in strada e in metropolitana
Agli arrestati dalla Polizia di Milano per una lunga serie di rapine accadute per strada, nelle stazioni delle metro e a bordo altri mezzi pubblici è contestata l'associazione per delinquere, la ricettazione e riciclaggio. Le indagini sono state svolte dai poliziotti della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura ordinaria e da quella dei minori, dal momento che numerosi indagati sono minorenni.
Gli strumenti d’indagine
La visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza dei luoghi dove sono state commesse le rapine, l'attività tecnica di intercettazione, l'analisi dei dispositivi telefonici sequestrati, ha permesso, quindi, non solo di individuare gli autori di 25 rapine, ma anche di svelare il sistematico e permanente canale di ricettazione dei monili in oro riconducibile a una famiglia di origine rumena, i cui componenti (7 persone) sono stati tutti arrestati con la contestazione dei reati di associazione per delinquere, ricettazione e riciclaggio. Come detto, la base logistica di tale organizzazione è stata individuata in una casa popolare abusivamente occupata, sita nel quartiere San Siro, ove gli autori delle rapine sapevano di potersi recare, per ricettare la refurtiva, senza alcun preavviso e a qualsiasi orario.
Le spedizioni
Periodicamente, l'oro raccolto, veniva trasportato in Romania per essere riciclato. Sebbene il canale di ricettazione non prevedesse particolari filtri, il gruppo rumeno si è avvalso di una giovane ragazza italiana di seconda generazione di 17 anni e di un cittadino libico di 21 anni per gestire i contatti con alcuni dei rapinatori e per allargare, in questo modo, il giro di affari.
Il sindaco Sala: “Presi tanti maranza, serve fermezza”
“Quella di oggi è una operazione veramente molto positiva che ovviamente è stata studiata e guidata dalla Prefettura, dal Prefetto insieme anche a noi. Oggi riguarda, per semplificare anche in termini così più di conoscenza della gente, riguarda i maranza in sostanza e ne sono stati presi tanti. Io penso e spero che ci debba essere anche un atteggiamento fermo rispetto a questi ragazzi che, da un lato, vanno seguiti, educati, però dall'altro, quando sbagliano ripetutamente, e quelli fermati oggi hanno sbagliato ripetutamente, devono scontare la pena”, ha commentato il sindaco di Milano Giuseppe Sala.