SIMONA BALLATORE
Cronaca

Residenza universitaria sequestrata. Studenti a processo come parte lesa

La battaglia dei fuorisede di Bicocca e di Link: "Giustizia riparativa, dateci indietro posti letto low cost"

Una delle proteste contro il caro-affitti e la mancanza di studentati accessibili

Una delle proteste contro il caro-affitti e la mancanza di studentati accessibili

"Siamo stati danneggiati, sia come studenti che come cittadini, e siamo stufi di dover subire sulla nostra pelle gli abusi della speculazione edilizia, che limitano il nostro diritto allo studio e rendono questa città attrattiva solo per pochi ricchi". Per questo quattro studenti dell’università di Milano–Bicocca, facendosi portavoce dei loro compagni insieme all’organizzazione “Studenti Indipendenti - Link Coordinamento Universitario“ – si sono ufficialmente presentati come parte civile nel processo che ruota attorno alla residenza universitaria dello Scalo House, lo stabile tra via Valtellina e via Lepontina sotto sequestro da novembre. "Visto lo scenario abitativo in cui ci troviamo è stato inevitabile sentirci coinvolti – spiega Gaia Martino, nel Cda di Bicocca –. La residenza dista soli 20 minuti dalla nostra università, oltre a non rappresentare una soluzione abitativa realmente equa per gli studenti (760 euro al mese per una camera singola con bagno privato, che scendono a 690 euro al mese se si accetta di avere il bagno in comune, ndr), si inserisce in un progetto che, secondo la Procura di Milano, rappresenta l’ennesimo tentativo di fare extra-profitto a danno dei cittadini e del loro diritto all’abitare, che produrrà altro carico urbanistico, non compensato, neppure attraverso gli oneri di urbanizzazione". Gli studenti sono rappresentati dall’avvocatessa ambientale Veronica Dini e chiedono non solo un risarcimento, ma che sia avviato "un percorso di giustizia riparativa, affinché i responsabili dei reati contestati possano offrire una reale riparazione e compensazione ai danni causati alla collettività e agli studenti, restituendo servizi e contributi economici vincolati per la realizzazione di una residenzialità studentesca pubblica e accessibile". Temi che porteranno avanti anche insieme alle altre università milanesi, come hanno fatto in questi anni, a colpi di tende picchettate davanti agli atenei, di proteste e di dossier. "I prezzi medi degli affitti sono aumentati del 22% nel periodo 2015-2021 – ricordano, numeri alla mano –. Gli studenti fuorisede si ritrovano a fare i conti con costi altissimi, che secondo Immobiliare.it si aggirano intorno a 637 euro per una singola, con un picco di 900 in alcuni quartieri". Nel mirino degli universitari finisce anche il “Salva Milano“: "Se dovesse passare chiederemo di fare ricorso – sottolinea Barbara Morandi –. I processi devono andare avanti, per accertare le eventuali responsabilità e ristabilire una politica della città equa e sostenibile". A questo proposito hanno un loro “Salva Milano“: "L’unico modo per salvare Milano è garantire il rispetto delle leggi e della Costituzione, a partire dagli articoli 9 e 34, in un sistema trasparente e democratico, non promulgare leggi-condono come si chiede di fare al nostro Parlamento".