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Strage in famiglia, Riccardo Chiarioni era capace di intendere e volere? Le tre valutazioni diverse

Discussa in aula la perizia psichiatrica effettuata sull’imputato del triplice omicidio di padre, madre e fratello minore. Specialista nominato dalla gip e consulenti delle parti hanno opinioni differenti ma concordano su un punto: “Il ragazzo ha bisogno di cure specifiche”

Strage in famiglia, Riccardo Chiarioni era capace di intendere e volere? Le tre valutazioni diverse

Paderno Dugnano, 4 aprile 2025 – Strage in famiglia: su un punto sono tutti d’accordo. Riccardo Chiarioni, il diciottenne che nella notte tra il 31 agosto e il primo settembre scorso, quando era ancora minorenne, uccise padre, madre e fratello minore, ha bisogno di cure specifiche.

Lo pensa lo specialista nominato dal tribunale dei minori per condurre una perizia psichiatrica sul ragazzo, che sterminò i familiari con 108 coltellate. Ne è convinto l’esperto nominato dalla difesa del giovane. E lo credono anche i consulenti della procura. 

Diverse, come emerso nell’udienza di oggi, venerdì 4 aprile, davanti alla gip per i minorenni di Milano Laura Margherita Pietrasanta, sono invece le valutazioni sulle condizioni del ragazzo al momento del triplice omicidio.

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Il confronto

L’udienza di oggi è stata dedicata proprio a discutere l’esito degli accertamenti effettuati su Riccardo da Franco Martelli, specialista in Psichiatria e in Criminologia clinica.

Il perito, nella discussione a porte chiuse davanti alla giudice e ai consulenti delle parti, ha confermato quanto si era saputo già il 20 marzo scorso, dopo il deposito della documentazione: il ragazzo, sostiene Martelli, era parzialmente incapace di intendere e di volere quando sterminò la famiglia, dopo che nella villetta di Paderno Dugnano quella sera c'era stata la festa per il compleanno del papà.

Una foto tratta da Facebook della famiglia della strage di Paderno Dugnano: da destra papà Fabio, mamma Lorenza, Riccardo Chiarioni e il piccolo Lorenzo
Una foto tratta da Facebook della famiglia della strage di Paderno Dugnano: da destra papà Fabio, mamma Lorenza, Riccardo Chiarioni e il piccolo Lorenzo

Le valutazioni

Il 17enne, stando a quanto riportato nell'accertamento psichiatrico, viveva tra realtà e "fantasia", voleva rifugiarsi in un mondo fantastico, che lui chiamava della "immortalità", e per raggiungerlo nella sua mente era convinto di doversi liberare di tutti gli affetti.

Per il consulente della difesa (rappresentata dall’avvocato Amedeo Rizza), lo psichiatra Marco Mollica, il ragazzo, però, era totalmente incapace di intendere e volere. Anche l'esperto nominato dal difensore ha parlato in aula, come il perito, dell'esigenza di cure.

I funerali delle tre vittime della strage di Paderno Dugnano
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Di una situazione grave di sofferenza e disagio e di problematiche reali da affrontare hanno parlato anche i consulenti della Procura per i minorenni (i pm sono Sabrina Ditaranto ed Elisa Salatino), i quali, tuttavia, non hanno riconosciuto alcun vizio di mente tale da influire sulla capacità del giovane al momenti dei fatti. Il processo – per Riccardo Chiarioni è stato disposto il rito immediato – si aprirà il 26 giugno prossimo.