
di Lorenzo Crespi
Vaccinazioni a domicilio record a Malnate, nel Varesotto, grazie anche all’impegno della sindaca, di professione infermiera: in una sola giornata hanno ricevuto la dose nella propria casa 176 persone. La sperimentazione è stata resa possibile dal lavoro di squadra tra amministrazione comunale, Ats Insubria e Asst Sette Laghi. Il vaccino è arrivato direttamente a casa per i pazienti che non possono muoversi in autonomia, soprattutto anziani, grazie alla collaborazione con i medici di medicina generale attivi sul territorio e all’aiuto di numerosi volontari. Una trentina le persone impegnate, e in prima linea c’era anche la sindaca, Irene Bellifemine, che di professione fa l’infermiera. Per il primo cittadino l’esempio di Malnate rappresenta la dimostrazione che i Comuni, se coinvolti, possono fare molto per contribuire ad accelerare una campagna vaccinale che procede ancora a rilento. "I malnatesi ultraottantenni sono 1300 – spiega la sindaca – dai dati forniti da Ats ne sono stati vaccinati solo sessanta. Siamo molto al di sotto della media nazionale ed europea e siamo ben lontani dalla copertura vaccinale del 70% necessaria per arrivare all’immunità di gregge". Ecco perché l’amministrazione si dice pronta a fare la sua parte per vaccinare sempre più residenti. "Diamo la possibilità ai comuni che hanno le capacità organizzative di poter vaccinare – è l’appello – non solo gli anziani ma tutta la popolazione. Ci sono tantissimi volontari che si potrebbero mettere a disposizione. Siamo pronti per svolgere le operazioni sia a domicilio che in centri come le palestre, come fatto per la vaccinazione antinfluenzale".
Tra i medici di base di Malnate che sono stati impegnati nella vaccinazione a domicilio c’è anche Maria Grazia Merlo. "La gente vuole essere vaccinata – dice – ho ricevuto la chiamata di una paziente di 90 anni a cui non è ancora stato somministrato il vaccino". In questi giorni sono numerosi i sindaci lombardi che si stanno impegnando in prima linea nella campagna vaccinale, organizzando trasporti verso i centri e anche andando a cercare gli anziani casa per casa, colmando i vuoti lasciati dai disservizi del sistema di prenotazione Aria. Fra loro Giuseppe Papa, primo cittadino di San Bassano, paese di 2000 abitanti in provincia di Cremona: mentre nell’hub di CremonaFiere si contavano 80 presenti invece dei 600 attesi per la dose Papa, che è stato a lungo responsabile della Protezione Civile, si è precipitato in municipio, ha aperto gli elenchi degli ultraottantenni residenti, è andato a prenderli a casa e li ha portati a Cremona per coprire il buco delle prenotazioni e non mandare sprecate le dosi, trasformando cosi un pasticcio in una opportunità per gli anziani del suo paese. Venti gli ultraottantenni rintracciati: poi Papa è passato personalmente a prenderli casa per casa e li ha portati al polo vaccinale su due pulmini.