
Al posto dello stadio ora si ipotizza la realizzazione di un data center o di un complesso terziario digitale. È un dato di fatto che sono in corso carotaggi
Rozzano (Milano) – Addio stadio? Pare proprio che il sogno dello stadio dell’Inter a Rozzano sia ormai tramontato. Doveva sorgere nell’area D3, una vasta zona al confine con Assago, edificabile, ma rimasta verde per tanti anni. Al posto dello stadio ora si ipotizza la realizzazione di un data center o di un complesso terziario digitale. È un dato di fatto che sono in corso carotaggi e verifiche del terreno. Si sgretola così il sogno di tanti rozzanesi che avrebbero voluto lo stadio dell’Inter a casa loro, ma non svanisce l’incubo di nuove edificazioni e quindi di altro cemento. Per ora, però, gli ambientalisti tacciono. E i rozzanesi si dividono.
Rozzano è ormai una città famosa in tutta Italia e non solo per essere stata l’unica del nord Italia a essere inserita nel decreto “Caivano Bis” e per essere l’unica città metropolitana con un quartiere, quello Aler, che è diventato una “zona rosa”.
Una lotta alla criminalità, al degrado e allo spaccio fortemente voluta da chi amministra Rozzano, così come fortemente avrebbero voluto lo stadio. Leo Missi, candidato sindaco del centrosinistra, era invece uno dei contrari allo stadio. “Lo scorso anno, la destra ha cavalcato con enfasi l’ipotesi di uno stadio dell’Inter, una suggestione mai realmente praticabile, ma efficace per raccogliere consenso. Parlavano di nuovi posti di lavoro e di un ritorno d’immagine per la città, salvo poi scrivere nel loro stesso programma che per quell’area immaginavano l’ampliamento della Cascina Sant’Alberto e la nascita di una cooperativa agricola. Oggi, con lo stadio definitivamente archiviato, si dicono rammaricati. È arrivato il momento di affrontare con serietà il futuro dell’area D3, aprendo un confronto chiaro con la proprietà per individuare soluzioni realmente sostenibili, che rispondano anche alle mutate esigenze della città”.
Ma chi non mastica politica, ma ama lo sport avrebbe voluto: “Avrei preferito al 100% lo stadio dell’Inter, sarebbe stata una grande opportunità per Rozzano - spiega Luca Belloni - poi io abito a pochi minuti. Invece, sono assolutamente contrario a un data center. Peccato che sia tramontata l’idea dello stadio”.

“Io abito a Milano, a 700 metri da San Siro, quindi avrei preferito che lo facessero a Rozzano per la questione del caos quando ci sono le partite - è il pensiero di Pietro Ciraci -. Ma è anche vero che San Siro è un’istituzione. È giusto che rimanga almeno per i concerti, non essendo io un tifoso”.

Cristiano Rossi: “Meglio un data center, perché magari la presenza dello stadio porta confusione. Anche se, d’altra parte, avrebbe contribuito ad alzare il prezzo delle case. Comunque, meglio andare al Meazza, tanto io tifo Milan”.

Per Anna Spampinato: “Per quanto riguarda le opportunità di lavoro, credo che sicuramente un data center sia meglio. Per quanto riguarda lo stadio, io non seguo le partite, quindi non so se avrebbe portato benefici. Certamente, per la viabilità sarebbe stato un caos”.
