
Il cantiere della metro di fine anni 50 in piazzale Loreto (Archivio storico dell'Azienda trasporti milanesi)
La metropolitana era un sogno covato da tempo dalle autorità meneghine. I primi progetti risalgono agli anni Dieci del Novecento e prevedevano di collegare Milano e Monza, ma furono stroncati dalla Grande Guerra. L’idea venne ripescata nel 1952 e i lavori della M1 cominciarono cinque anni dopo grazie a un finanziamento del Comune e a un prestito da parte dei milanesi, senza alcun contributo dello Stato: costò complessivamente più di 44 miliardi di lire (pari a 40 milioni di euro odierni).
Fu costruita in modo diverso rispetto al passato: si scavava la trincea, si scoperchiava la fossa, veniva ricavato un tunnel a sezione rettangolare e poi veniva coperto con travi in cemento armato. Insomma: scava, apri e chiudi. Era una modalità così innovativa che, negli anni successivi, verrà replicata in decine di città sparse per il mondo e soprannominata “metodo Milano”. Unico problema: comportava parecchi fastidi alla viabilità di superficie.