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Segre in piazza Scala: solidarietà per i fratellini Bibas. “Esserci è già la risposta a qualsiasi domanda”

Milano, la senatrice ieri sera a vita ha raggiunto il presidio davanti a Palazzo Marino ma non ha preso il microfono. La comunità ebraica: “Troppo silenzio davanti all’orrore”

La senatrice Liliana Segre è rimasta in piazza qualche minuto, senza prendere parola

La senatrice Liliana Segre è rimasta in piazza qualche minuto, senza prendere parola

Milano, 26 febbraio 2025 – “Essere qui io, vecchia come sono, è già la risposta a qualunque domanda. Stiamo parlando di bambini”. La senatrice a vita Liliana Segre ha raggiunto il sit-in organizzato ieri dalla comunità ebraica di Milano davanti Palazzo Marino per ricordare i due fratellini Bibas, Ariel di 4 anni e Kfir di 9 mesi, uccisi a Gaza, e per manifestare contro odio e antisemitismo.

Nessun discorso

Poche parole a margine, per ribadire la sua solidarietà, per rimettere al centro i bambini, vittime innocenti. Liliana Segre non ha preso il microfono: si è fermata qualche minuto, salutata e applaudita dai partecipanti, e si è poi allontanata con la scorta lasciando la piazza, colorata d’arancione non dalle luci (sono ancora fresche le polemiche per la decisione del sindaco Giuseppe Sala di non illuminare Palazzo Marino di arancione) ma con magliette e palloncini, per ricordare il colore dei capelli dei fratellini Bibas e chiedere la liberazione di tutti gli ostaggi.

“I piccoli sono stati strangolati a mani nude dai loro aguzzini, i corpi usati come merce di scambio ed esposti in una macabra cerimonia – hanno ricordato dalla comunità ebraica -. Chiediamo il ritorno dei 63 ostaggi ancora in mano ad Hamas a Gaza. Chiediamo la solidarietà di Milano, città gemellata con Tel Aviv, per il rispetto dei diritti umani di tutti i rapiti dai terroristi di Hamas”.

In piazza

Tra i partecipanti, anche alcuni consiglieri comunali, tra loro i Riformisti Daniele Nahum e Gianmaria Radice, il capogruppo della Lega Alessandro Verri e il collega di partito Samuele Piscina, il capogruppo di Fratelli d’Italia Riccardo Truppo, il consigliere di Forza Italia Alessandro De Chirico.

Per la comunità ebraica hanno partecipato il presidente Walker Meghnagi e il vice Ilan Boni, il rabbino capo di Milano Alfonso Pedatzur Arbib e il vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Milo Hasbani.

C’è veramente molto silenzio – ha affermato il rabbino capo di Milano –. Parlo del silenzio delle brave persone. Brave persone che però non esprimono l’orrore per quello che sta succedendo. Questo mi preoccupa molto”.

“Siamo qui non per parlare di politica, ma per dimostrare vicinanza a quello che sta succedendo in Israele, soprattutto verso i bambini e il modo nel quale sono stati trattati – il commento di Hasbani –. Dunque secondo me questo non è politica. Il sindaco Sala ha detto che probabilmente il giornalista avrà frainteso le sue parole. Io quando mi capita una cosa del genere rifaccio un’altra dichiarazione dove spiego meglio quello che volevo dire”.

“Questo presidio non è politico lo voglio precisare, non è contro nessuno, tutt’altro – chiude Meghnagi – è una manifestazione di solidarietà per questi poveri bambini che sono stati strangolati e sezionati”.