GUIDO BANDERA
Cronaca

Silvio Berlusconi, l’eredità svelata dal notaio: ecco come l’impero verrà diviso tra i figli. La quota di Marta Fascina

Nello studio del notaio milanese Arrigo Roveda la lettura delle ultime volontà del Cavaliere, con le disposizioni sulla divisione del suo immenso patrimonio

I cinque figli di Silvio Berlusconi: Eleonora, Barbara, Luigi, Marina e Pier Silvio

Milano, 18 giugno 2023 – Potrebbe essere il giorno della verità. Nella mattina di lunedì 19 giugno, nello studio del notaio milanese Arrigo Roveda, quando il professionista di fiducia di Silvio Berlusconi sarà rientrato in servizio, potrebbe essere svelato l’ultimo dei misteri legati all’ex premier: la divisione del suo grande e complesso patrimonio fatto di attività immobiliari, azioni e partecipazioni.

Roveda, da 32 anni in attività, ha seguito passo passo alcuni dei momenti più complicati della vita, personale e aziendale, del Cavaliere, scomparso lo scorso 12 giugno. Dal suo studio fu curato anche uno dei complicati passaggi dei rapporti con Veronica Lario, prima del divorzio. Ma anche la creazione di Forza Italia.

Il patrimonio da dividere: i figli

Da Roveda sono custoditi tutti i documenti destinati alla successione che riguarderà sicuramente i 5 figli, quelli nati dal primo matrimonio con Carla Elvira Dall’Oglio, Marina e Pier Silvio, e quelli nati dall’unione con la Lario, Luigi, Barbara ed Eleonora.

Il grosso di questo patrimonio riguarda la quota di controllo di Fininvest, che controlla tutte le società del gruppo riconducibile a Berlusconi. Sotto il controllo della finanziaria ci sono infatti Mfe-Mediaset (con il 49,5% delle azioni), ma anche Mondadori e il 30% di Banca Mediolanum. Tre partecipazioni che valgono in Borsa circa 2,9 miliardi di euro di capitale. L’ex premier controllava attraverso diverse società il 61,21% delle azioni Fininvest. Il resto era diviso fra i cinque figli, con quote poco superiori al 7% a testa.

Tutti da comprendere, quindi, i futuri equilibri tra Marina (presidente di Fininvest e Mondadori), Pier Silvio (ad di Mediaset), Barbara, Eleonora e Luigi. Che sarà forse l’apertura del testamento a chiarire. Potrebbe anche essere stabilita un’equa ripartizione delle quote, che metterebbe di fatto tutti i figli nella medesima posizione, in un’unità di destini e di intenti che richiederà armonia fra gli eredi.

Galliani e Confalonieri

Non è poi escluso l’ingresso in qualche forma dei collaboratori e amici di sempre, fra cui Fedele Confalonieri o Adriano Galliani. A fine mese l’assemblea degli azionisti di Fininvest dovrà varare il bilancio. Sarà quella la prima volta senza il fondatore, un banco di prova sulle intenzioni della famiglia.

La parte di Marta Fascina

Se le relazioni patrimoniali con le ex mogli Carla e Veronica sono state sostanzialmente stabilite dagli accordi intervenuti dopo i divorzi, rimane da stabilire la posizione patrimoniale di Marta Fascina, la compagna degli ultimi tempi, ma anche il futuro di Forza Italia. Per il lascito a Marta Fascina è stata ipotizzata una cifra fra i 50 e i 100 milioni di euro, oltre a una parte del patrimonio immobiliare. Qualcuno ipotizzava anche Villa San Martino, la residenza di Arcore nella quale riposano i resti di Berlusconi, insieme a quelli dei congiunti. Difficile però che i familiari pensino di dismettere la dimora. Ma Marta Fascina è ufficialmente residente nella tenuta brianzola e potrebbe rimanervi, in qualche forma, su decisione della famiglia. I rapporti fra lei e la figlia Marina appaiono ottimi. E lo ribadisce anche l’ingresso nel Duomo di Milano mano nella mano, al funerale del patriarca.

Il Monza

Tutto da decidere il futuro del Monza Calcio: costato 66 milioni di investimenti e – inevitabilmente in perdita – dopo una stagione in Serie A e la salvezza conquistata onorevolmente sul campo. Si parla dell’interessamento del magnate greco, l’armatore Evangelos Marinakis, che già controlla il club britannico Nottingham Forest. Di sicuro non sembra ci siano dismissioni di partecipazioni in vista. I cinque figli avrebbero già trovato con il fondatore del gruppo una formula per la continuità aziendale e la stabilità dei rapporti familiari.

La televisione

Nel medio periodo, tuttavia, rimangono sul tavolo tutti i nodi che esistevano anche prima della scomparsa del Cavaliere. In particolare nel campo televisivo. La nascita di Media for Europe, nuovo nome della Mediaset radicata in Olanda, puntava a un’ulteriore espansione nel continente. La presenza in Germania e soprattutto in Spagna esiste e rimane importante, ma l’espansione per raggiungere la massa critica sufficiente a rimanere un player leader in Ue non è escluso servano accordi di più ampia dimensione. E l’indesiderato ospite Vivendi, gruppo francese di Vincent Bolloré, pur avendo rinunciato alla scalata di sei anni fa, rimane attorno a quota 23% del capitale di Mfe-Mediaset. I rapporti sono migliorati rispetto allo scontro (vinto dai Berlusconi). Ma è con loro che qualunque nuova strategia dovrà essere discussa.