
Stilista trovata impiccata. Assolto l’ex fidanzato, ira della madre di Carlotta: "Spero non veda dal cielo"
Sette anni e due gradi di giudizio. Prima una condanna per "morte come conseguenza di altro reato", poi l’assoluzione. Marco Venturi, secondo quanto stabilito dalla Corte d’Assise di Appello di Milano, non ha alcuna responsabilità nella morte dell’ex fidanzata Carlotta Benusiglio, trovata impiccata con una sciarpa a un albero in un parco del capoluogo lombardo. Ribaltando completamente la sentenza di primo grado emessa nel giugno del 2022, l’uomo è stato assolto da tutte le imputazioni. "Non ci sono parole – ha detto la madre della stilista, allontanandosi lungo il corridoio –. Non c’è giustizia, spero che Carlotta non veda". Nessuna parola da parte della sorella Giorgia, che a sua volta ha assistito alla lettura del verdetto e ha lasciato l’aula sbattendo la porta. "Capisco la reazione dei parenti – ha dichiarato il difensore di Venturi, Andrea Bellotti – però credo che siano state create troppe aspettative in questo procedimento. Sarebbe stato più corretto essere realistici fin dall’inizio".
Era il 2016, quando l’ex fidanzato di Carlotta veniva sentito per la prima volta come testimone. Il corpo della donna era stato trovato nei giardini di piazza Napoli, con una sciarpa stretta intorno al collo, legata al ramo di un albero. La schiena appoggiata al tronco e i piedi che toccavano terra. Nelle ultime ore di vita – era emerso sin da subito – la 37enne aveva trascorso la serata insieme a Venturi, con cui aveva un rapporto tormentato.
In seguito a ulteriori accertamenti erano emersi episodi di stalking e lesioni da parte dell’uomo nei confronti della ragazza. E se in un primo momento le indagini avevano portato all’ipotesi di suicidio, un anno e mezzo più tardi Marco Venturi veniva indagato per omicidio. Con la sentenza di primo grado era stato condannato a 6 anni per "morte come conseguenza di altro reato". Il gesto estremo di Carlotta, stando a quel verdetto, quindi, sarebbe stato la conseguenza dei comportamenti che Venturi aveva avuto nei suoi confronti: non un omicidio, ma comunque una pesante responsabilità nella tragedia da parte del fidanzato. Adesso è stato tutto completamente ribaltato. Nonostante la procura generale avesse insistito con la richiesta di una condanna a 30 anni per il reato di omicidio volontario e con l’ipotesi che lui l’avesse strangolata inscenando un suicidio, Venturi è stato assolto da tutti i capi di imputazione, compreso lo stalking, perché "il fatto non sussiste".
È stato anche prosciolto "per non doversi procedere" per prescrizione da un episodio di lesioni. Le motivazioni saranno depositate tra 40 giorni, ma come ha sottolineato il legale "questa sentenza ci dice che c’è una ragazza che si è suicidata". I legali di parte civile, che assistono i familiari di Carlotta hanno ribadito che cercheranno "la verità" e "di dare giustizia". Ancora aperta la possibilità di ricorrere "sull’omicidio", ha detto l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, "La Procura generale valuterà e farà i suoi passi. Il ricorso in Cassazione è scontato".