
Il racconto della ragazza violentata è stato molto dettagliato
Milano - Il presunto stupratore di corso Como Imad Bourchich ha negato di aver avuto un rapporto sessuale e quindi di aver violentato la ragazza di 23 anni la notte tra venerdì e sabato in un parcheggio sotterraneo in piazzale Einaudi a Milano. Il 38enne marocchino ha respinto le accuse che lo hanno portato nel carcere di San Vittore nel corso dell’udienza di convalida del fermo della Squadra mobile eseguito nei suoi confronti ventiquattro ore dopo la denuncia della ragazza.
Imad Bourchich nega tutto: “Fatemi il test del Dna”
L’uomo, difeso dall’avvocato Delia Moretti, si è detto disponibile a essere sottoposto al test del Dna per provare la sua innocenza. Nel suo racconto alla gip Sara Cipolla, Bourchich ha spiegato di aver aiutato la 23enne a cercare il telefono e di essere stata con lei fino quando si è ripresa ed è riuscita a camminare per tornare a casa.
Convalidato il fermo
In serata il gip Sara Cipolla ha convalidato il fermo e disposto la misura cautelare in carcere come richiesto dal pm Francesca Gentilini nelle indagini della Squadra mobile. Il Pm aveva evidenziato infatti il pericolo di reiterazione del reato, visti anche i precedenti a suo carico, anche per violenza sessuale. Il giudice ha riconosciuto anche il pericolo di fuga, oltre a quello di reiterazione.
La ricostruzione
Stando alle indagini, la giovane aveva perso di vista un amico con cui era stata nel locale (dove aveva bevuto un paio di cocktail) e non aveva più il cellulare, le chiavi di casa e alcuni gioielli. L’uomo le si è avvicinato per aiutarla e lei si è ritrovata, poi, in un parcheggio in piazza Einaudi, a circa un chilometro di distanza. Là il marocchino, con precedenti anche per rapina e violenza sessuale, secondo l’accusa, l’avrebbe violentata e aggredita per ore. “Mi ha tirato due schiaffi in faccia - ha messo a verbale la giovane - e ha iniziato a minacciarmi dicendomi: se lo fai un’altra volta ti sfregio, ti ammazzo”.