
Avviso dell'angolo cieco sulla fiancata di un camion
Il Tar ha accolto il doppio ricorso di Assotir e Sistema Trasporti contro la scelta del comune di Milano di imporre l’installazione di sensori anti-angolo cieco su bus e camion: la motivazione avanzata dal Tar è che il comune di Milano, come qualsiasi altro in Italia, non ha le competenze in materia di circolazione stradale (per quanto riguarda ordine pubblico e sicurezza), competenze esclusivamente statali. In men che non si dica sono arrivate le prime reazioni del mondo politico riguardo la sentenza: il comune annuncia un contro-ricorso, mentre le aziende di settore sottolineano l’inefficacia della proposta comunale.
Le parole dell’assessora alla mobilità
L’assessora alla mobilità Arianna Censi ha lanciato un appello al governo perché introduca il divieto in tutte le città. "Siamo orientati a proporre appello al Consiglio di Stato, perché riteniamo questa misura essenziale per proteggere i ciclisti e pedoni e dare più sicurezza a coloro che utilizzano frequentemente le due ruote o si muovono a piedi". "Penso al di là di ciò - ha aggiunto -, che non sia più rimandabile un intervento da parte del Governo, in modo da introdurre questa misura in tutte le città per tutelare chi percorre le strade in bicicletta e a piedi".
Le reazioni della Lega
Non è della stessa idea Alessandro Verri, capogruppo della Lega in consiglio comunale, che ha accolto con favore la decisione del Tar circa la delibera del sindaco Sala: "Lega ha sempre manifestato la propria contrarietà a questo provvedimento, definendolo ‘mediatico e dannoso per il settore dell'autotrasporto’. La demagogia del sindaco Sala ha generato disagi e costi ingiustificati per le imprese del settore, e ora il Comune rischia anche di dover pagare i danni". "La sicurezza stradale deve essere una priorità” ha aggiunto Verri, “ ma è necessario un intervento strutturale tramite una campagna informativa adeguata”. Come si può procedere ora? “Serve un tavolo di lavoro con tutte le organizzazioni di rappresentanza, la Giunta Sala deve coinvolgere i settori produttivi, il consiglio comunale e i cittadini per individuare soluzioni efficaci. Noi siamo al fianco degli autotrasportatori e sosteniamo la necessità di un confronto costruttivo per garantire la sicurezza stradale senza penalizzare la categoria che assicura l'approvvigionamento essenziale di beni e servizi per la città".
Anche Samuele Piscina, segretario cittadino della Lega e consigliere comunale di Milano, concorda con le parole di Verri: “Siamo tutti favorevoli ad aumentare la sicurezza in strada per le categorie più deboli, ma voglio ricordare che l'installazione dei sensori proposti costa dai 1000€ ai 5000€ e che gli stessi suonano a prescindere che si sia fermi o in movimento, che si affianchi un’auto o un monopattino: in pratica suonano sempre, senza garantire alcuna sicurezza”.
La nota di Fai-Conftrasporto
Anche Fai-Conftrasporto, la più grande associazione imprenditoriale del settore trasporto in Italia, interviene con una nota, commentando che "La demagogia del sindaco Sala ha illuso i cittadini milanesi, ha provocato disagi e pesanti costi al settore. I legali della Fai di Milano stanno già approfondendo la sentenza per predisporre richieste di risarcimento alle imprese danneggiate". Il presidente nazionale di Fai-Conftrasporto Paolo Uggè e i dirigenti dell'associazione territoriale di Milano - ricorda la nota - "avevano già espresso e formalizzato in una diffida al sindaco e all'assessora alla mobilità Censi la loro contrarietà a un provvedimento di stampo puramente mediatico, penalizzante esclusivamente la categoria dell'autotrasporto”.
Secondo Fai-Conftrasporto l’idea è assolutamente inefficace all'obiettivo dichiarato del miglioramento della sicurezza sulle strade di Milano. L'auspicio ora è che dopo la bocciatura del Tar "la giunta Sala apra finalmente un tavolo di lavoro, più volte richiesto, con tutte le organizzazioni di rappresentanza dei settori produttivi e dei cittadini, per un confronto atto a individuare le soluzioni davvero efficaci a questo grave problema". L’associazione sostiene che la sicurezza stradale non si tutela a danno della categoria di coloro che quotidianamente garantiscono l'indispensabile rifornimento di beni e servizi alla città, ma richiede interventi strutturali, a partire da una adeguata campagna di informazione e formazione, necessita di interventi per la messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e di fondamentali controlli sulle strade per sanzionare tutti coloro che infrangono le norme di sicurezza".
Il commento del segretario generale di Unione Artigiani
Marco Accornero, segretario generale di Unione Artigiani, è intervenuto sulla sentenza del Tar lombardo: "È una decisione che era nell'aria, dati i numerosi dubbi di illegittimità da questa delibera, assunta frettolosamente e senza un coinvolgimento adeguato delle associazioni degli autotrasportatori”.
Accornero sottolinea inoltre un ulteriore problema: gli autotrasportatori hanno già speso il loro denaro per installare il sistema o pagato contravvenzioni. “In ogni caso – ha concluso il segretario generale di Unione Artigiani, – siamo sempre pronti a tornare a confrontarci con l'amministrazione comunale per lavorare insieme sulle criticità del traffico, i percorsi e le aree di sosta per i mezzi pesanti, l'educazione stradale e tutti i provvedimenti utili al settore e alle fasce più vulnerabili degli utenti delle strade".