
Cumuli d'immondizia non raccolta nei cortili delle torri
Milano, 27 marzo 2025 – Controsoffitti crollati, cantine allagate, cumuli d’immondizia in strada, muri sfigurati da infiltrazioni d’acqua e muffe. Dimenticatevi per un momento le grandi mostre di Palazzo Reale e tenetevi liberi il pomeriggio del 13 aprile, quando sarà inaugurata la rassegna fotografica “Gratosoglio, un viaggio nel degrado delle case popolari” allestita all’esterno delle Torri Bianche di via Saponaro 36, a ridosso di via dei Missaglia nel quartiere dell’estrema periferia sud di Milano. Ad allestirla sono i comitati degli inquilini di tre delle otto torri da 16 piani realizzate negli anni Settanta. Quelle rimaste ancora “popolari”, gestite quindi dall’Aler, a differenza delle altre cinque i cui appartamenti sono stati negli anni venduti ai privati. “Viviamo in un contesto che negli ultimi anni è peggiorato in misura esponenziale – racconta una delle promotrici della mostra fotografica, Cristina Lenoci – e che ora è diventato insostenibile, non possiamo più vivere in queste condizioni. Aler, Regione e Comune si assumano le loro responsabilità”.

Spazzatura e danni
Gli inquilini delle case popolari rimaste si sentono abbandonati da tutti. In primo luogo da Aler e Comune: “Gli appartamenti, che dovrebbero essere un rifugio sicuro per le famiglie, presentano gravi problemi di manutenzione: muri anneriti dalla muffa, soffitti danneggiati dalle infiltrazioni, finestre rotte, impianti elettrici obsoleti e pericolosi e strutture fatiscenti. La situazione del quartiere non è da meno: cumuli di spazzatura agli angoli delle strade e dei marciapiedi, scarsa cura del verde e degli spazi comuni e interventi superficiali e non risolutivi; questi sono solo alcuni dei problemi che gli abitanti sono costretti ad affrontare quotidianamente”.

Amsa sotto accusa
I problemi non si contano, e le foto sono tutte lì a dimostrarlo. “Accusiamo Napoli o altre città del problema dei rifiuti in strada, ma qui è peggio. I passaggi per il ritiro dell’immondizia organizzati dall’Amsa sono pochi e comunque insufficienti – continua a raccontare Cristina Lenoci – e così i sacchi della spazzatura si accumulano e diventano montagne. Non è più un problema emergenziale ma cronico, è così tutti i giorni”. Con questa mostra “vogliamo rendere visibile ciò che spesso è invisibile, celato dalle mura domestiche”.

Furti e aggressioni
Alle mancate riparazioni e manutenzioni – l’estate scorsa, in pieno agosto, un tubo di uno scarico si è rotto e l’acqua ha interessato il locale della rete elettrica costringendo per precauzione l’Enel a interrompere la fornitura: questo è un esempio fra i tanti – si aggiunge, a Milano è ormai diventata una costante, il problema della sicurezza. Aggressioni, violenze e furti negli appartamenti non si contano. “A me, che abito al primo piano assieme ai miei due figli, hanno rubato tutto quel che c’era da rubare – aggiunge ancora Cristina – e posso assicurare che un tempo non era così. Io qui ci vivo da cinquant’anni”.
Ai tanti problemi atavici, s’è poi aggiunta la mensa-dormitorio aperta, proprio in via Saponaro davanti alle torri, dalla Giunta Moratti. Ogni giorno serve 800 pasti. “Peccato che le persone restino a bivaccare e di notte si trasformi in una bidonville...”.

La polvere sotto il tappeto
L’impressione degli inquilini, che si trasforma in rabbia, è che non si vogliano vedere da parte di Aler e Comune i problemi che chi vive in queste torri è costretto a subire: “Fanno come con la polvere sul pavimento, la nascondono sotto il tappeto per non vederla”. E l’obiezione che viene fatta, e cioè che spesso nei condomìni dell’Aler c’è un alto tasso di morosità che genera un debito per l’Azienda regionale che rende poi difficile finanziare gli interventi di manutenzione, viene respinta al mittente. “Qui la stragrande maggioranza degli inquilini, molti sono soggetti fragili o malati, paga regolarmente l’affitto, come faccio io che pago per un appartamento 500 euro mensili al netto delle spese di riscaldamento. E comunque il problema di chi non paga la retta d’affitto non può ricadere su chi è in regola. Perché dobbiamo essere costretti a vivere in queste condizioni, nello sporco, nel degrado, nell’insicurezza?”.
Dove e quando
La mostra fotografica sarà inaugurata il 13 aprile alle 15 nella piazza senza nome (così la definiscono gli organizzatori) dei palazzi di via Saponaro 36. Un evento di tutto rispetto, con accompagnamento musicale e un aperitivo. Interverranno i comitati delle Torri Bianche, e anche i ragazzi e le ragazze del centro sociale Gta (Gratosoglio Autogestita di via Lelio Basso 7), i sindacati Sicet e Unione inquilini e infine le rappresentanti di realtà territoriali che si sono battute per migliorare la situazione di altri quartieri di Milano.
La posizione di Amsa
Amsa fa sapere che “nelle vie del quartiere Gratosoglio l'impegno di Amsa è quotidiano e costante. I nostri operatori svolgono numerosi servizi integrativi oltre quelli previsti dal contratto di servizio con il Comune di Milano. Si tratta di passaggi straordinari di pulizia delle vie, ritiro di scarichi abusivi frequentemente presenti nelle vie Baroni e Saponaro e in particolare di sacchi condominiali degli stabili esposti nei giorni non previsti dall'ordinanza comunale”.