ALBERTO
Cronaca

Tra battute (riciclate) e gas alle stelle

Alberto

Mazzuca

La battuta (riciclata) del ponte sullo stretto di Messina viene ora superata da un’altra battuta di un ex presidente del Senato, “ripescato“ per queste elezioni e siciliano: "L’isola sarà un set cinematografico". Così, tra una battuta e l’altra, la nostra classe politica, fatta sempre dalle stesse persone che hanno portato il Paese in coda all’Europa prima ancora che si abbattessero i cicloni della pandemia e della guerra ucraina, vorrebbe indurci al voto. Discutono persino sull’apertura dell’ambasciata a Gerusalemme. Che pena... E intanto la Russia ha bloccato di nuovo il gas con le imprese europee di nuovo all’affanno. Gli industriali italiani lamentano costi extra per ben 40 miliardi, ne risentono anche gli ospedali e le famiglie, l’inflazione impazza, la volenterosa Ursula von der Leyen cerca di contenere gli effetti negativi fissando un tetto al prezzo del gas (ma permettendo speculazioni sulla piattaforma di scambi olandese) e i vari Paesi provano a mettere in piedi qualche piano autonomo di resistenza. Non ci siamo, dicono gli esperti. Oltre a tutto la politica monetaria non può affrontare la scarsità del gas se non ricorrendo a misure che favoriscono la recessione. Quindi i milanesi dovranno affrontare l’autunno stando in casa con il cappotto grazie ai ricatti di Mosca (Putin è distante anni luce da Gorbaciov, un vero leader) che ha tutto l’interesse a dividere l’Ue. E pensare che Berlusconi, che ha ospitato entrambi ad Arcore, ha avuto parole buone più per il secondo che per il leader scomparso in questi giorni. Che si fa allora, tenendo presente che il nuovo governo si ritroverà con gli stessi problemi di quello di Draghi? Ci vorrebbe un sussulto dell’Europa: creare un fondo europeo d’emergenza a debito comune. In questo modo si crea uno scudo europeo adeguato contro i ricatti di Mosca; darebbe inoltre la possibilità ai singoli Stati europei di finanziare uno scudo (diverso da Paese a Paese) contro gli extracosti energetici; ridurrebbe l’inflazione in modo da evitare l’intervento della Bce che porterebbe ad una forte recessione. Draghi sarebbe d’accordo, c’è da giurarci.