NICOLA PALMA
Cronaca

Traffico di droga, si chiude il cerchio magico: arrestati altri 5 uomini vicini al capo ultrà Luca Lucci. Chi sono

Già indagati nell’inchiesta che ha portato in cella il 43enne ornai ex leader della curva sud del Milan, per loro ora è scattato il carcere a fronte di ulteriori accertamenti. Su SkyEcc i messaggi criptati ma decodificati dalla polizia

Luca Lucci, 43 anni, ormai ex capo ultrà della curva sud del Milan

Luca Lucci, 43 anni, ormai ex capo ultrà della curva sud del Milan

Milano – È il terzo tempo di un'indagine antidroga che ancora una volta ruota attorno alla figura del narcotrafficante Luca Lucci. Un'indagine che ha preso linfa dalle chat criptate della piattaforma segreta SkyEcc e che poi si è intrecciata con altre inchieste che hanno coinvolto il quarantatreenne ormai ex leader della Sud rossonera, in cella dal 30 settembre come capo della presunta organizzazione criminale che si era presa il secondo anello blu di San Siro.

In manette

All'alba di venerdì 4 aprile 2025, gli investigatori della Squadra mobile, coordinati dai magistrati della Dda, hanno arrestato cinque persone, sospettate di essere state parte di un'associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di cocaina, hashish e marijuana. In cella sono finiti Yuri Trocino, 38 anni, Francesco Messina, 39 anni, Gerardo Aldo Mori Matos, 45 anni, Attilio Mormile, 48 anni, e Francesco Siani, 51 anni.

Le misure precedenti

I provvedimenti restrittivi, si legge in una nota della Questura, "si aggiungono a quelli già eseguiti il 17 dicembre 2024, che avevano colpito tra gli altri Lucci e costituiscono, complessivamente, il risultato di un autonomo filone investigativo approfondito" dai poliziotti della Mobile "nell’ambito delle indagini conseguenti all’agguato subìto da Enzo Anghinelli la mattina del 12 aprile del 2019".

Detto altrimenti: la misura cautelare emessa poco meno di quattro mesi fa dal gip Fabrizio Filice aveva sì riconosciuto la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza nei confronti di ventidue indagati (compresi diversi ultrà milanisti), ma il carcere era stato disposto solo per otto di loro, "per carenza di esigenze cautelari nei confronti degli altri". Gli approfondimenti di via Fatebenefratelli non si sono fermati: dall'analisi dei telefoni sequestrati il 17 dicembre è emersa l'attualità "delle condotte di traffico di stupefacenti".

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I traffici del Toro

Ancora la droga. Sempre la droga. Tre tonnellate di hashish dal Marocco in poco meno di un anno e carichi complessivi per 53 chili di cocaina dal Brasile sulle navi dirette in Spagna. Partite da milioni di euro. Al centro di tutto c'era sempre Lucci, che il 17 dicembre scorso si era visto recapitare in cella a Voghera la quarta ordinanza di custodia cautelare in carcere in meno di tre mesi. Tra la primavera e l'estate del 2020, il "Toro" e i suoi hanno cominciato a usare una nuova app di messaggistica per le conversazioni criptate, temendo che Encrochat, come poi è effettivamente accaduto, fosse al capolinea.

La chat

I dialoghi sulla droga sono ripresi su SkyEcc: Lucci ha mantenuto il nickname "Belvaitalia", mentre altri interlocutori hanno cambiato nome in codice. Uno in particolare era il trentaduenne albanese Fatjon Gjonaj alias "don Bobi", residente a Malaga, identificato incrociando i dati ricavati dalle chat e i riscontri in un albergo di Maiorca dove ha trascorso le vacanze estive del 2020 con la compagna.

"Bucata" anche SkyEcc

Anche SkyEcc è stata "bucata" negli anni successivi da Eurojust, consentendo così agli investigatori della Mobile, guidati dal dirigente Alfonso Iadevaia e dal funzionario Domenico Balsamo, di ricostruire a ritroso una serie di spedizioni di hashish in partenza dal Nordafrica (nell'ordine di centinaia di chili alla volta occultati tra i bancali di frutta e imbevuti di sostanze in grado di inibire il fiuto delle unità cinofile) e smistati in un magazzino di Inveruno. Non solo "fumo": negli atti si parlava (e si parla) anche di marijuana e di alcuni carichi di cocaina in partenza dal Brasile.

I soliti nomi

Oltre a Lucci, l'ordinanza di dicembre aveva portato dietro le sbarre (dove già erano per procedimenti precedenti) altri storici collaboratori del "Toro" come Daniele Cataldo (ritenuto uno dei due presunti esecutori materiali del tentato omicidio dell'ex narcos Enzo Anghinelli), Rosario Calabria, Antonio Rosario Trimboli e Luciano "Ciano" Romano (coinvolto nel blitz che ha smantellato i direttivi di Nord e Sud a San Siro); tra gli indagati figurava pure il nome di Barbara Grassi (per la quale il giudice ha respinto la richiesta di arresto), già emersa nell'inchiesta "Doppia curva" come la contabile della curva rossonera e in generale come la donna che gestiva le casse del "Toro" con la sua totale fiducia. Ora la nuova tranche di arresti.