BARBARA CALDEROLA
Cronaca

Trezzo, riapre lo Stallazzo. Dopo le piogge e la frana: "si va verso la normalità"

Nuova fase di speranza, la cooperativa scommette sulla sistemazione dell’alzaia. Punto di ristoro chiuso da 117 giorni: ricominciamo dai weekend, è un primo passo.

Nuova fase di speranza, la cooperativa scommette sulla sistemazione dell’alzaia. Punto di ristoro chiuso da 117 giorni: ricominciamo dai weekend, è un primo passo.

Nuova fase di speranza, la cooperativa scommette sulla sistemazione dell’alzaia. Punto di ristoro chiuso da 117 giorni: ricominciamo dai weekend, è un primo passo.

La frana c’è ancora, ma la cooperativa Solleva scommette sulla sistemazione dell’alzaia e riapre lo Stallazzo, l’antica stazione di posta, l’unico punto ristoro sul naviglio dell’Adda all’incrocio fra hinterland, Brianza e Lecchese nel raggio di 30 chilometri. Era chiuso da 117 giorni, da quando il gestore senza più visitatori aveva dovuto arrendersi al drastico calo di introiti. Ora, si ricomincia con l’entusiasmo della prima volta e la speranza che presto torni tutto come un anno fa. A spingere in questa direzione, 1 milione e mezzo di euro messo sul piatto dalla Regione per rimediare alla calamità e 4mila firme di solidarietà raccolte on line dalla coop per la causa. "Ora, si apre una nuova fase di speranza per continuare nei nostri propositi: dare lavoro a persone svantaggiate e offrire un servizio agli amanti delle bellezze del posto". Parole del presidente Luigi Gasparini che con una certa emozione ha annunciato il ritorno. "Per ora solo nel weekend, ma è un primo passo verso la normalità". Narcisi gialli sui tavoli, tovaglie rosse, le lancette sembrano tornare indietro e la voglia di lasciarsi tutto alle spalle è tanta. L’impossibilità di percorrere la riva interrotta aveva fatto perdere alla cooperativa l’80% degli incassi. Tutta colpa del maltempo e del dissesto idrogeologico che con le piogge della scorsa primavera avevano causato lo smottamento e la chiusura della ciclopedonale, una delle vie più battute della Lombardia.

La valanga aveva bloccato la sponda del canale causando il cedimento del terreno, il crollo della strada e del guardrail. Gli scorci sono molto frequentati e anche celebri grazie a Leonardo che ha fissato per sempre i paesaggi fra le due centrali idroelettriche Bertini ed Esterle nelle sue tele. La Provincia di Monza ha pagato con 30mila euro di fondi propri uno studio propedeutico al cantiere, i geologi chiariranno le cause dell’incidente e valuteranno la stabilità delle rive. E il Pirellone ha stanziato i fondi, in arrivo dalle concessioni delle grandi derivazioni idroelettriche. Un convegno ha salutato i primi curiosi.