
Protesta sotto la sede italiana di Uber Eats a Milano
Milano – "Dopo tre anni con Uber Eats sono rimasto senza lavoro e non so più cosa fare, ho provato anche a chiedere in fabbrica ma non ho ancora risposte".
E' il racconto di un rider di Uber Eats che oggi ha partecipato a un presidio organizzato dalla Nidil-Cgil davanti alla sede della piattaforma statunitense del delivery in via Forcella, a Milano. L'addio all'Italia, che diventerà effettivo dal 15 luglio, si è tradotto nel licenziamento di 49 dipendenti diretti, mentre migliaia di fattorini inquadrati come autonomi sono rimasti senza alcuna tutela.
Davanti alla sede è stato appeso uno striscione, mentre nei prossimi giorni potrebbero essere organizzate altre iniziative di protesta. "Chiediamo di includere i rider nella trattativa in corso sui licenziamenti collettivi dei dipendenti - spiega Andrea Bacchin, sindacalista Nidil - perché hanno diritto alle stesse tutele".