REDAZIONE MILANO

Urbanistica, caso Oggioni. Ance rinuncia al ricorso

Niente Riesame anche per AbitareIn. Telefoni e documenti al vaglio dei pm

Assimpredil Ance ha rinunciato al ricorso al Tribunale del Riesame, per chiedere l’annullamento dei sequestri eseguiti lo scorso 5 marzo nella sede milanese dell’associazione dei costruttori, nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto per corruzione dell’ex dirigente comunale Giovanni Oggioni. La stessa scelta, si apprende da fonti giudiziarie, è stata presa da Abitare In, la società di sviluppo immobiliare indagata, così come Ance, in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Anche la sede di Abitare In era stata perquisita, con il conseguente sequestro di documenti, telefoni e altri dispositivi. Materiale sotto la lente dei pm Marina Petruzzella, Paolo Filippini e Mauro Clerici, che stanno coordinando le decine di indagini della Gdf sulla gestione dell’urbanistica milanese. L’associazione presieduta da Regina De Albertis (non indagata) tramite il vicedirettore Andrea Lavorato (indagato) ha remunerato Oggioni con un contratto di consulenza di oltre 178mila euro tra il febbraio 2022 e novembre 2024. Sarebbe questo, secondo le accuse, l’accordo corruttivo, in cambio di una corsia preferenziale per alcuni progetti: al centro delle chat tra Oggioni e il suo referente Lavorato, 13 interventi edilizi, spesso dai nomi anglofoni ed evocativi, in diverse aree della città. Oggioni è accusato anche di aver favorito Abitare In in cambio dell’assunzione della figlia, omettendo di dichiarare conflitti di interesse e influenzando le decisioni della Commissione per il paesaggio del Comune di Milano in favore delle pratiche edilizie proposte. Per ora l’ex dirigente, agli arresti domiciliari, non ha chiesto di essere interrogato dai pm. Il gip Mattia Fiorentini, inoltre, nei giorni scorsi ha emesso la misura cautelare interdittiva per un anno per il progettista e architetto Marco Cerri, anche ex componente della Commissione paesaggio. Lui e Oggioni sarebbero stati tra i "protagonisti" nella stesura del salva Milano, il discusso provvedimento su cui poi la politica ha fatto marcia indietro, mentre si attende l’incontro fra Comune e Procura: la strada della “giustizia riparativa“ per ottenere lo sblocco dei cantieri al centro di presunti abusi edilizi, che potrebbe essere proposta dall’avvocatura di Palazzo Marino, sembrerebbe però in salita e di difficile attuazione.

Nel provvedimento a carico di Cerri il gip Fiorentini mette in luce anche il legame tra Cerri e l’avvocata Ada Lucia De Cesaris, ex assessore all’Urbanistica a Milano (non indagata), che gli avrebbe fornito informazioni riservate. Entrambi erano interessati, viene ricostruito, all’approvazione della "salva Milano". Intanto il Tribunale del Riesame ha respinto il ricorso di De Cesaris, che ha subito una perquisizione, con sequestro di telefono e altri dispositivi lo scorso 7 novembre. La "vicenda" di "carattere non indiziante nei confronti della De Cesaris", scrivono i giudici nelle motivazioni, appare "effettivamente meritevole di approfondimento investigativo" per "chiarire i rapporti di Cerri con i vari indagati". Si attendeva un nuovo round al Riesame sui sequestri eseguiti nella sedi di Assimpredil e AbitareIn ma, con la rinuncia al ricorso comunicata ai pm, non ci sarà.

Andrea Gianni