REDAZIONE MILANO

Violenza sulle donne, l’allarme del Tribunale: casi in aumento. Il 20% degli accusati ha tra i 18 e i 25 anni

Milano, le condanne riguardano soprattutto le violenze sessuali: il 60% degli imputati è italiano

Giulia Cecchettin e Filippo Turetta

Milano – Le denunce per reati orientati dal genere – come maltrattamenti, violenza sessuale, stalking – nel distretto di Milano stanno aumentando di anno in anno. Nei primi otto mesi del 2023 (periodo gennaio-agosto) sono state 2.053 le denunce per maltrattamenti, 558 quelle per stalking, 517 per violenza sessuale e 20 per violenza sessuale di gruppo, a cui si devono sommare 33 denunce contro ignoti.

La Giornata internazionale

I dati sono stati illustrati dalla procuratrice aggiunta di Milano Letizia Mannella, coordinatrice del dipartimento a Tutela della famiglia, dei minori e di altri soggetti deboli, in occasione della conferenza stampa congiunta di tribunale e procura per presentare i dati sui reati di genere, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne., che si celebra sabato 25 novembre.

Il confronto con il 2019

Numeri quasi in tutti i casi superiori a quelli del 2019, quando si contavano 1.510 denunce per maltrattamenti, 665 per stalking, 339 per violenza sessuale e 12 per violenza sessuale di gruppo (+8 contro ignoti).

Le sentenze

Il numero totale delle sentenze per questi reati a Milano "è aumentato da 732 a 930 (+121 rispetto al 2022)”. Di questi verdetti “il 53% sono di condanna, il 23% di non doversi procedere e il 23% di assoluzione”. La "fattispecie che prevede la maggiore percentuale di condanna è quella di cui all'art. 609 bis c.p”, ossia la violenza sessuale: 72% davanti al gup negli abbreviati, 63,8% nei dibattimenti. “La pena maggiormente irrogata – spiega il Tribunale – è fra 2 e 3,9 anni in 204 procedimenti seguita da 1-1,9 anni in 149 procedimenti”.

L’età degli imputati

Tra gli imputati "il 92% sono di genere maschile”. Il 60%, poi, sono italiani (+1% rispetto al 2022). L'età “maggiormente presente è nella fascia 26-35 anni (25% imputati) seguita dalla fascia 36-45 anni e 18-25 anni (113 imputati pari al 20%)”. Tra le persone offese “il 73% sono italiane (+9%)”, di cui il 25% nella fascia 26-35 anni, seguita da quella 18-25 anni (20%).

Più consapevolezza

L'aumento delle denunce non è necessariamente un dato negativo. "Io ritengo ci sia sempre una maggiore consapevolezza delle vittime e maggiore fiducia nelle forze di polizia e nell'autorità giudiziaria, quindi denunciano molto di più", ha detto Mannella, sottolineando tuttavia che ci sono "determinate situazioni, come quelle che riguardano comunità di filippini, bengalesi ed egiziani, in cui le donne anche se coinvolte in situazioni gravissime di maltrattamento, non parlano".

Rete d’intervento

Per questo "è necessario che autorità giudiziaria e i servizi sociali captino i cenni, a volte anche deboli richieste di soccorso, e intervengano prima che sia troppo tardi". L'appello del magistrato si rivolge però non sono a tutti, non solo ai professionisti del settore. "Per quanto le forze di polizia, la procura e il tribunale siano impegnati, noi non riusciamo a intervenire in tutte le situazioni. Occorre che tutta la popolazione sia allertata: bisogna creare una rete di intervento in modo che il vicino di casa, l'insegnante, il panettiere e tutti siano coinvolti e facciano le denunce”.