ANDREA GIANNI
Cronaca

Molestie sessuali nelle agenzie di pubblicità, Tania e il fiume di denunce sui social: “Donne lasciate sole a combattere”

Parla la copywriter milanese che sta raccogliendo decine di segnalazioni di lavoratrici nel settore della pubblicità: “È una battaglia di tutte le donne”

Dopo cinema e mondo dello spettacolo, il #metoo arriva anche nelle agenzie di pubblicità (foto: mihai surdu)

Milano – “Non sono un giudice o una giornalista, sto solo raccogliendo e condividendo le storie di chi mi scrive. Il nostro obiettivo non è una caccia alle streghe o all'uomo ma dare vita a un cambiamento reale e strutturale".

Tania L., la copywriter freelance che attraverso la sua pagina Instagram Taniume ha fatto scoppiare il "MeToo" nel mondo delle agenzie pubblicitarie, prima raccontando episodi subiti nel corso della sua attività professionale e poi rendendo pubbliche altre segnalazioni di molestie sessuali e prevaricazioni nei confronti delle donne sul luogo di lavoro (tutelando l'anonimato delle vittime), continua a ricevere denunce.

Ha gettato un sasso che, dopo il tam tam sui social, ha già ottenuto i primi effetti portando sotto i riflettori un problema prima passato sotto silenzio. Sono arrivate infatti le prese di posizione di associazioni del settore come Una, Ferpi e Adci, con parole di condanna con varie sfumature e propositi di "mettere al bando qualsiasi tipo di comportamento sessista e discriminatorio".

Un settore che vede un alto tasso di occupazione femminile, ma con ruoli dirigenziali spesso affidati a soli uomini. "Non è una mia battaglia personale ma di tutte le donne - spiega Tania - noi non ci fermiamo perché servirebbe anche una forma di assistenza psicologica e legale per le donne che subiscono questi episodi e si trovano a combattere da sole, senza il supporto di nessuno. Questo mondo è rimasto fermo a schemi del passato, nonostante le apparenze. Ed è paradossale il fatto che agenzie dove accade tutto questo abbiano anche lavorato su campagne contro la violenza sulle donne e per la parità di genere, per istituzioni ed enti pubblici".

Quando vengono segnalati questi episodi la reazione, in molti ambienti di lavoro, è il silenzio, il tentativo di "minimizzare" o di derubricare tutto a scherzi e goliardate. Intanto il caso, scoppiato in questi giorni, ha dato il via a un fiume di segnalazioni, non solo circoscritte al settore della comunicazione. Ha scritto a Tania, tra i tanti, anche un’ex studentessa che ha raccontato di aver subito molestie sessuali da un medico "con la scusa di un esercizio" durante il suo percorso di formazione in campo sanitario.