Milano, 4 aprile 2025 – Percorso espositivo della collezione permanente completamente rinnovato al Museo del Novecento di Milano.
La narrazione, che segue un ordinamento cronologico intrecciato a uno tematico, con approfondimenti monografici, si svolge in spazi dove predomina la continuità di materiali, colori e toni. Un allestimento che asseconda l'architettura nelle sue partizioni originarie e restituisce l'idea di Museo come 'soglia' con un rapporto osmotico tra interno ed esterno dell'edificio, tra luce naturale e artificiale. Il progetto di rinnovamento generale degli spazi proseguirà in autunno con un intervento sull'ingresso e sulla rampa di accesso alle sale già rivolto verso l'imminente cantiere per la seconda torre dell'Arengario.

Il nuovo percorso
L'architettura monumentale della galleria dedicata al Futurismo, la prima a essere stata interessata dal riallestimento, accoglie il visitatore con la collezione di arte futurista più importante a livello internazionale. Arricchiscono l'esposizione i capolavori della donazione Giuseppina Antognini e Francesco Pasquinelli e della Collezione Gianni Mattioli in comodato.
Il percorso continua attraverso le "Controverse modernità" degli anni del fascismo, dove l'espressione artistica assume caratteri che possono apparire antitetici tra una perdita progressiva della fiducia nella modernità e un 'ritorno' al classico, per aprirsi sulla sala monografica dedicata a Marino Marini. Qui il visitatore può ammirare le opere in un ambiente in cui esterno e interno si fondono: la statua della "Pomona", rappresentativa della maternità arcaica precristiana, ha uno sfondo prospettico suggestivo, la statua della Madonnina del Duomo, simbolo alto della maternità cristiana.
Le vetrate esaltano il legame tra le opere e lo spazio esterno, come tra "Cavallo e cavaliere", sempre di Marino Marini, e il monumento equestre realizzato da Ercole Rosa in piazza Duomo creando così un'esperienza immersiva.
Sala Fontana, caratterizzata dalla "Struttura al Neon per la IX Triennale di Milano" diventata un simbolo che caratterizza piazza Duomo, vede riunite nell'ammezzato "Il fiocinatore (Pescatore)" accanto alla "Signorina seduta" e al "Busto femminile" a completare il percorso artistico di Lucio Fontana. La valorizzazione della scultura continua in "Segno e materia " dove "Sfera n.5" di Arnaldo Pomodoro, posta al centro della galleria, riflette l'ambiente circostante mentre ritrova la sua visione frontale Colloquio maggiore di Pietro Consagra.
Rafforza l'idea del Museo come 'soglia' lo spazio dedicato a Enrico Baj che si affaccia su piazzetta Reale. L'opera "I funerali dell'anarchico Pinelli", illuminata anche la sera come già accade con la straordinaria Sala Fontana, si può scorgere dalla strada in un dialogo costante con la città.
Anche l'allestimento della sezione Noveau Réalisme, sempre nella galleria "Gesti e processi", riporta il visitatore a una dimensione partecipativa in un gioco tra interno, con il progetto di Christo e le fotografie di Ugo Mulas che documentano l'impacchettamento della statua equestre di Vittorio Emanuele II esposti, e l'esterno con la vista sui portici accanto al monumento.
Chiude il percorso Lullaby l'opera di Maurizio Cattelan realizzata con le macerie del PAC, il Padiglione di arte contemporanea distrutto dall'attentato del 1993. Una data simbolica che chiude il Secolo Breve e apre alla contemporaneità, con l'ampliamento dell'Arengario saranno ospitati i lavori di artisti internazionali, in un continuum del Novecento italiano ed europeo.
Nelle sale, un contrappunto fotografico accompagna le opere esposte e rivela al visitatore il modus operandi degli artisti, dall'esecuzione dei tagli di Fontana alle combustioni di Burri, sono i celebri scatti di Ugo Mulas che entrano in collezione e documentano il fermento creativo di quegli anni.
La mostra ‘Rauschenberg e il Novecento’
La mostra "Rauschenberg e il Novecento", dal 5 aprile al 29 giugno 2025, anticipa il respiro internazionale e una nuova modalità espositiva: una selezione di otto opere entra nel percorso museale in dialogo con la collezione permanente. Sono affinità tematiche o formali o, ancora, richiami diretti che collegano la ricerca dell'artista al futurismo, al dramma della guerra nella galleria "Controverse modernità" fino agli anni più recenti della galleria "Gesti processi".
La mostra "Artshow (1986-2011) la guida per orientarsi nel mondo dell'arte"
Nello spazio degli Archivi inaugura con la mostra "Artshow (1986-2011) la guida per orientarsi nel mondo dell'arte", dal 5 aprile al 28 settembre 2025, un progetto di approfondimento del panorama artistico e culturale milanese attraverso la voce dei suoi protagonisti. In esposizione le copertine e le pubblicazioni collaterali di Artshow, la storica guida alle mostre e agli eventi d'arte contemporanea, creata e diretta da Giulio Ciavoliello, nata a Milano nella seconda metà degli anni Ottanta.
L’assessore Sacchi: “Valorizzazionje dialogo tra opere e pubblico”
"Il nuovo allestimento della collezione permanente del Museo del Novecento restituisce alla città un percorso espositivo ripensato per valorizzare il dialogo tra le opere e con il pubblico - afferma l'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi -. In questa cornice si inseriscono due mostre che testimoniano la ricchezza della storia artistica del Novecento e la sua eredità contemporanea: da un lato, 'Rauschenberg e il Novecento' esplora il legame tra l'artista americano e il panorama artistico italiano, mettendo in luce le connessioni con i movimenti d'avanguardia; dall'altro, l'esposizione dedicata ad 'Artshow' rende omaggio a una guida che, per oltre due decenni, è stata un punto di riferimento per il pubblico e gli operatori del settore. Due progetti che, insieme, raccontano il ruolo di Milano come crocevia dell'arte e della sperimentazione, oggi più che mai fulcro di una scena culturale internazionale. Un ruolo confermato anche dal Premio Acacia: Adelita Husni Bey, l'artista vincitrice, con la sua opera 'Briganti' arricchisce la collezione del Museo, ribadendo l'attenzione della città verso la ricerca contemporanea”.
Il secondo Arengario
E riguardo l’apertura del secondo Arengario di piazza Duomo e, quindi, del nuovo Museo del Novecento, Sacchi ha fa tto sapere che “c’è una tabella di marcia molto serrata”. “Sarà un grande elemento di novità per Milano, soprattutto in questi anni di Olimpiadi e di grande esposizione internazionale della città – ha sottolineato l’assessore –. I lavori per l’ampliamento del Museo sono la grande sfida di questi mesi e di questi anni per la cultura milanese: abbiamo chiuso il 2024 con la pubblicazione delle gare e la preparazione dell’aspetto pubblico di affidamento, che poi porterà all’installazione del cantiere e quindi all’avanzamento dei lavori”.