NICOLA PALMA
Milano

Foto e chat criptate sulla “dry” dal Marocco: così sono stati incastrati cinque soci di Lucci

Quintali di hashish dal Nordafrica, cinque in manette. Le conversazioni su carichi, prezzi e modalità di trasporto: “Mi serve un frigo”

Luca Lucci, 43 anni, è ritenuto il capo del gruppo di narcotrafficanti

Luca Lucci, 43 anni, è ritenuto il capo del gruppo di narcotrafficanti

Milano, 5 aprile 2025 –  I nomi di Francesco Messina, Aldo Gerardo Mori Matos, Attilio Mormile, Francesco Siani e Yuri Trocino comparivano già nella prima richiesta di arresto avanzata dalla Procura il 10 settembre 2024 a valle di un’indagine su un’organizzazione di presunti trafficanti di hashish, cocaina e marijuana che ruotava attorno a Luca Lucci. Due mesi dopo, però, il gip Fabrizio Filice dispose il carcere “solo” per otto persone, tra cui l’ormai ex capo della Curva Sud e alcuni dei suoi fidati luogotenenti come Daniele Cataldo, Luciano Romano, Rosario Calabria e Antonio Trimboli. Per le altre quattordici, ravvisò la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, ma non la presenza degli “obiettivi indici di attualizzazione delle esigenze cautelari” per fatti risalenti al biennio 2020-2021.

Gli investigatori della Squadra mobile non si sono fermati e, partendo dall’analisi di foto e chat scovate nei telefoni sequestrati agli indagati, sono riusciti a dimostrare che gli affari del gruppo sono andati avanti fino all’autunno scorso, quantomeno per i cinque ammanettati ieri. A quel punto, i pm Leonardo Lesti e Rosario Ferracane, che hanno coordinato l’inchiesta dei poliziotti guidati dal dirigente Alfonso Iadevaia e dal funzionario Domenico Balsamo, hanno rinnovato l’istanza al gip, che l’ha accolta prendendo atto che l’attività illegale è proseguita “senza soluzione di continuità dal 2020 a oggi”. Ecco le prove, elencate in una nota dell’11 marzo. Si parte dai cellulari di Messina, descritto così negli atti: “diretto collaboratore di Lucci, del quale era anche acquirente stabile di sostanza stupefacente, procacciatore di clienti, collegamento diretto con i produttori del Marocco, Paese nel quale si recava (alle pendici della catena montuosa del Rif, ndr) per partecipare egli stesso alla produzione dell’hashish per conto dell’associazione”.

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I segugi della Mobile hanno trovato nella cartella “Images” del suo Motorola lo screenshot di una conversazione sull’app Signal: il 26 giugno 2024 il trentanovenne avrebbe prima consigliato a un interlocutore di contattare un terzo uomo per fare “un viaggio di prova con 30 chilogrammi” e poi parlato di un trasporto con cella frigorifera (“Mi serve frigo perché ho dry e nel normale dopo un giorno mi si fa nero...”). Nell’iPhone 8 di Siani, gli agenti hanno isolato scatti di panetti di hashish, alcuni dei quali datati 6 febbraio 2024 con lo stemma di un gorilla nella sua abitazione di Vimodrone. Mori Matos usava un Motorola per chattare solo con tre numeri, di cui uno registrato con un nome inverosimile: a quest’ultimo, il quarantacinquenne peruviano ha inviato alle 23.17 del 13 ottobre 2024 la foto di un panetto di hashish con la scritta “Fanta”, dicendo che si trovava in compagnia di un “venditore” che avrebbe avuto a disposizione “160 chili al prezzo di 3mila euro al chilo”.

Il dossier più consistente riguarda Trocino, anche se proprio a lui il giudice non ha contestato il reato di associazione a delinquere: gli screenshot delle chat Signal datate 12 ottobre 2024 hanno evidenziato, nell’interpretazione dei magistrati della Dda, scambi di sms in cui il trentottenne fedelissimo del “Toro” discute con un altro “di come organizzare il trasferimento di materiale, quantificato in 30 chili, che un soggetto ignoto chiamato “contadino” dovrebbe fornire”. Il 7 novembre, si discute di qualità della droga, tra “filtrato californiano” e “dry”. Undici giorni dopo, si fa riferimento a un carico di “150”: Trocino auspica che il peso sia maggiore e ricorda di timbrare i panetti con le “figurine”. Il 27 novembre, il colloquio verte sulla qualità: “Non va bene per niente sto fumo fra...”. Le istantanee delle confezioni di droga nella gallery del Samsung di Mormile paiono altrettanto inequivocabili, così come un “pizzino” con i conteggi “verosimilmente di denaro” del dare-avere.