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Milan Kingsgrove, così il cricket cerca casa

Il presidente Comi: "È uno sport che piace ma trovare dove giocare non è facile. Il nostro campo è il doppio di quelli per il calcio"

Uno sport che spesso viene etichettato come esotico, lontano dai nostri radar. Eppure Milano, con il cricket, in 20 anni ha vinto qualcosa come quattro Scudetti e una Coppa Italia. E questo nonostante la sua società per eccellenza, il Milan Kingsgrove, ad oggi non abbia ancora un campo di gioco dove allenarsi e poter disputare le sue partite: "Oltretutto non siamo la squadretta del quartiere, rappresentiamo Milano e ne abbiamo scritto la storia, abbiamo reso lustro alla città. E tutto sempre da soli".

Non ci gira intorno, Michele Comi. Lui che, da giocatore e dirigente del Milan Kingsgrove, comunque sogna un futuro migliore per il suo sport: "Noi chiediamo una cosa abbastanza difficile, perché un campo da cricket è il doppio di un campo da calcio - ammette - il problema, però, è il terreno in città. Ed è difficile averlo a Milano, per i prezzi che ci sono e gli spazi che mancano. Ma nell’area metropolitana ci sono terreni in cui si potrebbe avviare un discorso. Se avessimo un progetto magari spalleggiato dal Comune, per andare chiedere terreni nei comuni limitrofi, sarebbe tutto più semplice".

Voi dove giocate e dove vi allenate?

"Le partite le giochiamo a Settimo Milanese, l’unico campo dove si giocano partite ufficiali a Milano insieme al Kennedy sede, però, del Milano Baseball. Poi ci alleniamo al Saini, ospiti dell’Ares di Faso di Elio e Le Storie Tese. Lì abbiamo costruito un net, mentre le sessioni di fielding le facciamo sul campo da baseball. A Settimo Milanese condividiamo il campo con altre cinque squadre, capite che diventa difficile organizzarsi e far partecipare tutti".

Com’è la realtà milanese oltre ai Milan Kingsgrove?

"A Milano ci sono altre due squadre attive che giocano, più quelle presenti a Desio e Cantù, compagini storiche legate all’aspetto etnico. Ci sono squadre di origini cingalesi, pakistane... non sempre sono mischiate. Il Milan Kingsgrove, invece, ha messo sempre avanti lo sport rispetto alla provenienza, abbiamo avuto spesso squadre multi etniche".

Siamo vicini al ventennale di nascita del Milan Kingsgrove: quale regalo vi aspettate?

"Solo uno spazio per svilupparci come identità sportiva. E portare avanti anche un discorso di Academy. Vogliamo introdurre il cricket nelle scuole e tentare di coinvolgere anche le ragazzine, per le squadre femminili. Ma ci vuole il campo, si potrebbe fare davvero tutto". Luca Talotta