
Fabio Mondini, titolare del ristorante Club Horses di Misinto
Monza, 20 dicembre 2020 - Dopo un anno difficile si era rimboccato le maniche per cercare di concludere l’anno in bellezza, pur rispettando le restrizioni. Fabio Mondini, titolare del ristorante Club Horses di Misinto, deve cancellare tutti gli ordini che aveva fatto ai fornitori e ai progetti per l’ultima decade dell’anno. «Un vero e proprio peccato – commenta Mondini, già premiato nel 2016 come miglior professionista per quanto riguarda la sommellerie – perché avevamo già programmato anche i festeggiamenti per salutare l’anno nuovo. Visto che quest’anno tutto sembra andare al contrario, l’idea era stata quella di proporre “Il pranzone di San Silvestro“ per dare la possibilità di fare festa lo stesso».
L’idea era di organizzare un’iniziativa dalle 12.30 alle 18. «I clienti – racconta – all’ingresso sarebbero stati invitati a spostare avanti le lancette dell’orologio di 6 ore. Un pranzo poi cotechino e lenticchie verso le 16 per arrivare alle 18, quando ormai è buio, a festeggiare l’anno nuovo con un collegamento con Singapore che, in quel momento, entrerà nel 2021».
Mondini, così come il mondo della ristorazione, intendeva così chiudere l’anno sperando in un 2021 migliore. «Il 2020 è da dimenticare – racconta – visto che ci hanno fatto lavorare solo quattro mesi. Di questi, però, due sono quelli più utili per i ristoranti: a gennaio e a febbraio si registra sempre un calo di clienti. Quando c’è stata la riapertura abbiamo assistito a una veloce ripresa. La gente ha voglia di uscire, il problema è che non ci lasciano lavorare. I ristoranti, insomma, stanno pagando il prezzo più alto: sarebbe stato sufficiente definire un numero massimo di clienti in base ai metri quadrati, poi ognuno avrebbe liberamente valutato se poteva risultare sostenibile l’apertura o se tenere la saracinesca abbassata».
Questa esperienza lascerà comunque qualcosa al settore: «Io e gli altri ristoratori abbiamo dovuto aguzzare l’ingegno per cercare di sopravvivere. Per quanto mi riguarda ho pensato di creare una “banca del vino“, dove custodire le bottiglie dei clienti, che possono essere poi consumate sul posto o portate a casa». Nessun dubbio, invece, sul futuro della ristorazione: «Non cambierà nulla. Non vedo innovazioni. E’ un settore che si basa sulle abitudini dei clienti. Potrebbe aumentare leggermente il servizio di asporto, ma i ristoranti non cambieranno: in Italia si mangia bene, sono luoghi accoglienti e anche sicuri».