DARIO CRIPPA
Cronaca

“Cascina inagibile, sgombero immediato”. Residenti tra rabbia e sconforto: “Avevo appena fatto il rogito. Ora dormiamo in macchina”

Il 51enne Hugo Cortez racconta: “Era caduto un pezzo di tetto al vicino. Il padrone mi ha detto che non ha la sfera di cristallo”

Hugo Cortez dorme in auto insieme alla compagna

Hugo Cortez dorme in auto insieme alla compagna

Monza – “Avevo appena comprato quella casa. Avevo fatto il rogito una settimana prima”. Hugo Cortez non si capacita, “con comprendo”, come continua a ripetere quasi ossessivamente. Peruviano, 51 anni, in Italia da cinque, si arrangia con la lingua italiana ma tanto olio di gomito e ha appena perso la sua casa.

Dopo aver vissuto negli anni scorsi a Lissone, aveva messo insieme i suoi risparmi e quelli della sua compagna, una connazionale, per coronare il loro sogno di amore. E aveva trovato quella casa in una corte tranquilla e defilata. La Cascina Brina, oltre 800 anni di storia. 

“Ci ero entrato da una settimana, il nostro appartamento al primo piano. I nostri soldi – 15mila euro - erano serviti per pagare il notaio, fare il rogito, dare l’anticipo, il mutuo… la macchina. Una piccola Fiat 500, per andare al lavoro”. Hugo in una casa di risposo all’Opera Pia Bellani, la compagna come cameriera in un ristorante di Milano. Un figlio, già grande, per fortuna sta da solo.

E poi? “E poi mi hanno detto che dovevamo andarcene, ci hanno sgomberati”. L’antica corte, in condizioni fatiscenti, non rispettava i requisiti minimi per avere un’abitabilità, la relazione de vigili del fuoco sabato pomeriggio scorso è piombata impietosa: “inagibile per motivi statici”.

Rischio crollo, sgombero immediato per 50 persone. I cartelli affissi sullo stabile, i nastri bicolori non lasciano spazio a dubbi. Ci vorranno tempo e quattrini prima di poter rientrare, su ipotizzano almeno 300mila euro.

“Il padrone di casa mi aveva detto che andava tutto bene, che avrebbero dovuto fare solo dei lavori nel cortile e basta… poi nella casa del vicino è caduto un pezzo di tetto. Avevo un mutuo per 68mila euro”.

E adesso?  Hugo e la compagna dormono in macchina. Il Comune con i Servizi sociali ha messo a disposizione per due notti un sacco a pelo nella palestra di una scuola elementare, la protezione civile e gli Alpini hanno pensato a cibo e assistenza igienico-sanitaria. Ma questo è bastato solo per due giorni. “Ora dormiamo in macchina - racconta Hugo -: è un po’ piccola, ci dobbiamo arrangiare. Spero che il Comune di Monza si metta una mano nel cuore e ci trovi un allooggio in affitto perché così è difficile. Parcheggio in zona Parco, verso l’autodromo. Non andiamo nel cortile di via Sciesa perché non volevamo dare fastidio. Raccattati gli effetti personali, ci siamo trasferiti. Il proprietario di casa? Dice solo che non ha la sfera di cristallo e non sa quando potremo tornare”.