CRISTINA BERTOLINI
Cronaca

C’è chi dice no alla M5 e sceglie la ferrovia: "Meno spese e disagi"

Per il Coordinamento dei comitati cittadini il potenziamento delle linee ferroviarie costa meno della M5, non crea disagio con i...

Per il Coordinamento dei comitati cittadini il potenziamento delle linee ferroviarie costa meno della M5, non crea disagio con i...

Per il Coordinamento dei comitati cittadini il potenziamento delle linee ferroviarie costa meno della M5, non crea disagio con i...

Per il Coordinamento dei comitati cittadini il potenziamento delle linee ferroviarie costa meno della M5, non crea disagio con i cantieri ed è più efficiente. "Il prolungamento della metropolitana a Monza è questione annosa e controversa - ricorda il portavoce Giorgio Majoli (nella foto) -. Negli ultimi 40 anni veniva escluso anche dalla stessa MM, in quanto non ritenuto competitivo con la ferrovia. Monza è attraversata da diverse linee che a partire da Milano formano in città una sorta di Y, portando a Seregno, Como, Chiasso, Lugano (a ovest), con diramazione verso Saronno e l’aeroporto di Malpensa; Lecco/Sondrio e la Valtellina (a est), con diramazione verso Bergamo e il previsto prolungamento all’aeroporto di Orio al Serio; verso Lecco attraverso Besana Brianza (al centro)". Il servizio per ogni singola linea potrebbe essere migliorato senza grossi investimenti, mediante la realizzazione delle fermate a nord-ovest di Monza (viale Elvezia), a nord-est (quella in via Einstein già in itinere) e a sud (tra via Borgazzi e la A52). Andrebbe migliorata l’infrastruttura, ripristinando o realizzando le connessioni a Villasanta, Monza Sobborghi e alla radice nord-est della stazione di Monza, oltre alla elettrificazione del terzo binario tra Monza e Villasanta. Ma questa opzione non è stata considerata nella Via (Valutazione impatto ambientale) come alternativa “zero”. Quindi i comitati chiedono di ripensarci, cioè di non realizzare la M5, potenziando e razionalizzando le linee ferroviarie esistenti. Anche il Tar si è pronunciato in questo senso. Nello studio di impatto ambientale (SIA) non viene riportato alcun dato sugli spostamenti casa/lavoro e casa/studio, che indichino l’origine e la destinazione, il mezzo finora utilizzato, nonché i tempi di percorrenza. "A tale riguardo - ricorda Majoli - esiste un rapporto redatto dall’Ufficio statistica del Comune di Monza pubblicato nel 2014 (su dati Istat del Censimento 2011) con le previsioni dei possibili utenti della M5 a Monza. In tale studio si stimano i pendolari da Monza a Milano in circa 11.000 al giorno, mentre la capacità di trasporto in normale esercizio della M5 sarà di 11.700 persone/ora". Prima di aprire il cantiere, i comitati chiedono di valutare bene l’impatto del traffico: solo così si potranno valutare gli eventuali benefici dell’opera. "Nello studio non vengono riportate le quantificazioni relative all’aumento del traffico nelle zone dei parcheggi di interscambio per accedere alla M5 - conclude Majoli -. Tra questi, quello di Bettola a sud (tra l’A4-l’A52-la SS36), quello del Parco di Monza (Viale Brianza) e quello al Polo istituzionale (a nord ovest) adiacente alla SS36 e lungo il Viale Lombardia".

Cristina Bertolini