STEFANIA TOTARO
STEFANIA TOTARO
Cronaca

Sei anni all’ex direttore dell’ufficio postale sparito con mezzo milione di euro dei clienti

Condannato a oltre sei anni Pietro Chiarelli, 44 anni, di Bovisio Masciago, che aveva truffato i correntisti con la falsa vendita di buoni fruttiferi

I carabinieri lo hanno arrestato non appena ha rimesso piede in Italia dopo un mese e mezzo all’estero

I carabinieri lo hanno arrestato non appena ha rimesso piede in Italia dopo un mese e mezzo all’estero

Cesano Maderno (Monza Brianza), 26 Marzo 2025 - La gup del Tribunale di Monza Francesca Bianchetti ha condannato a 6 anni e 4 mesi di reclusione (più dei 6 anni quindi chiesti dalla stessa Procura di Monza) nel processo con il rito abbreviato l'ex direttore di un ufficio postale di Cesano Maderno Pietro Chiarelli, 44enne residente a Bovisio Masciago, imputato di peculato, truffa aggravata e indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento.

La fuga e l’arresto

I carabinieri lo avevano arrestato nel luglio 2024 non appena ha rimesso piede in Italia, dopo un mese e mezzo all'estero. Le indagini sul dirigente erano iniziate a febbraio 2024, quando durante un fine settimana i familiari ne hanno denunciato la scomparsa.

Il lunedì seguente, quando l'ufficio postale ha riaperto, il personale ha scoperto e segnalato un ammanco della cassa di decine di migliaia di euro in contanti. È a quel punto che i carabinieri di Cesano Maderno hanno scoperto che l’uomo era fuggito imbarcandosi su un volo con destinazione Capo Verde.

I soldi

Secondo l'accusa, l'uomo ha sottratto oltre 430mila euro, 177mila euro dei quali custoditi nel distributore automatico di banconote, 83mila in una cassaforte destinata al pagamento delle pensioni e 170mila euro sottratti da quattro libretti postali.

Inoltre, attraverso ulteriori e plurime condotte fraudolente messe in atto dal 2022, al 44enne erano contestate truffe ai danni di numerosi correntisti della filiale, prevalentemente anziani, mediante operazioni compiute sui libretti postali e la falsa vendita di buoni fruttiferi, per un valore complessivo di oltre 200mila euro.

Condotte emerse anche a seguito delle verifiche effettuate da Poste Italiane. All'interrogatorio dopo l'arresto Pietro Chiarelli aveva ammesso le accuse contestate, sostenendo di essere vittima del gioco d'azzardo.