
Affitti alti e parcheggi costosi per i clienti e le botteghe chiudono
Monza, 25 agosto 2018 - Saracinesche abbassate, cartelli per trovare nuovi acquirenti o affittuari e tanta nostalgia. Vendono i loro negozi i commercianti storici della città, altri artigiani cercano la fortuna lontano dal capoluogo brianzolo. Intanto cambia il volto del cuore di Monza. L’elenco dei negozi chiusi nelle vie “pavettate“ è sempre più lungo. A pochi passi dall’Arengario le appassionate di moda non hanno potuto non notare la chiusura di Casati, storico negozio di vestiti. Serranda abbassata anche per il punto vendita Liu Jo, sembre in via Vittorio Emanuele II. Ha chiuso i battenti anche Vergelio, la casa delle scarpe di via Carlo Alberto e persino Tezenis in via Italia.
A bocca asciutta anche gli amanti del gusto. La gastronomia a pochi metri di distanza dalla Clinica Zucchi ha servito l’ultimo cliente e ha girato la chiave nella toppa.
"La chiusura è un fenomeno da prendere seriamente in considerazione – commenta Domenico Riga, presidente dell’Unione dei commercianti -. Il mercato del commercio è cambiato, i consumatori hanno modificato il loro modo di acquistare. Tra centri commerciali ed e-commerce è dura per i negozianti. Ma non è questo l’unico problema. Venire in centro per un monzese è sempre più difficile e dispendioso. Pochi parcheggi gratuiti o a costi modici, scarsa offerta di svago e una basilare offerta di mezzi di trasporto pubblici. Ciò che ci vuole sono scelte politiche in grado di facilitare l’arrivo di clienti in centro ed iniziative che fungano da attrattiva". Secondo Riga la città "sta diventando sempre più un luogo in cui dormire, per poi andare a lavorare e a divertirsi a Milano. Se dovessi tornare a vivere in città non comprerei nemmeno l’auto, al limite la noleggerei con un’applicazione scaricata sul cellulare e soprattutto la spesa la farei a pochi passi da casa. Questo è rendere la città a portata d’uomo e facilitare la vita di tutti. A Monza se si arriva in centro si pagano cifre esorbitanti per il posteggio. Ho domandato a diverse Giunte nel corso degli anni di creare una prima mezz’ora gratuita di parcheggio per agevolare acquisti e vendite. Purtroppo ho assistito solo all’allungamento delle fasce orarie a pagamento. Così non si aiutano certo i commercianti. C’è chi fatica ad arrivare a fine mese".
Una politica che valorizzi gli spostamenti a piedi e garantisca l’opportunità di lasciare l’auto in centro senza troppe preoccupazioni. Ma non solo. Il presidente chiede infatti aiuto anche ai residenti stessi. "Ci sono gli affezionati degli acquisti on line – sostiene -. Oggi si possono comprare prodotti per la casa, vestiti e persino fare la spesa sul web. La comodità non si pagherà con gli euro ma con i posti di lavoro. I ragazzi che ora schiacciano tasti sul tablet domani saranno gli adulti che non riusciranno a trovare lavoro nei negozi. Per non parlare dei valori degli immobili. Chi comprerebbe casa in un luogo dove la maggior parte dei negozi ha la serranda abbassata?".