
Tribunale (Foto archivio)
Concorezzo (Monza e Brianza), 16 Ottobre 2024 - La pm della Procura di Monza Sara Mantovani ha chiesto la condanna a 2 anni di reclusione per l'ostetrica 70enne milanese imputata di omicidio colposo per avere fatto nascere in casa un bimbo, finito però strozzato dal cordone ombelicale e morto dopo due giorni dal ricovero in ospedale. Parti civili i genitori del neonato, una coppia di quarantenni residenti a Concorezzo che, per la nascita del loro secondogenito, avvenuta il 4 aprile 2022, avevano deciso per il parto in casa, invece che in ambiente ospedaliero. Ma era finita in tragedia.
Secondo l'accusa, l'ostetrica sarebbe colpevole di una lunga serie di negligenze, a partire dal fatto di non essersi fatta affiancare da una seconda ostetrica, come previsto dalle linee guida della normativa regionale in tema di parto domiciliare. E di non avere avvertito il più vicino ospedale che era in corso la nascita del bambino per un'eventuale assistenza.
"L'imputata ha tenuto un atteggiamento di assoluta trascuratezza nel prevedere eventuali criticità, dovute anche al fatto che il feto era di grosse dimensioni e non le ha manifestate alla partoriente e al marito - ha sostenuto la pm nella sua requisitoria - Invece con le complicanze nel parto l'ostetrica è pietrificata, va completamente nel pallone, pensa addirittura che il bambino sia già morto. Non è lei che chiama i soccorsi, nè per il bambino nè per la madre che aveva perso tantissimo sangue, non segue le ambulanze e non si presenta in ospedale".
Secondo l'imputata non c'erano campanelli di allarme per consigliare un parto in ospedale. "Il bimbo non era di grosse dimensioni e il parto è stato veloce, ma il cordone ombelicale ha impedito la torsione bloccandolo". A novembre l'arringa della difesa.